Trent’anni fa moriva John Lennon

Sono passati trent’anni dalla sua morte e settanta dalla sua nascita, ma la sua musica pare essere stata scritta ieri. Pezzi ancora attuali, freschi, mai dimenticati. Eppure un fan squilibrato, Mark David Chapman, pose fine alla sua vita con cinque colpi di pistola, aspettando il suo ritorno dagli studi di registrazione.


Nella sua vita john si sposò due volte, la prima con Cynthia Powel, da cui ebbe Julian, mentre la seconda volta con Yoko Ono, che gli diede il figlio Sean. Entrambi i figli seguirono la carriera del padre. La sua adolescenza fu turbata dalla morte di sua madre a seguito di un incidente stradale. «I lost my mother twice. Once as a child of five and then again at seventeen. It made me very, very bitter inside. I had just begun to re-establish a relationship with her when she was killed» (“Ho perso mia madre due volte. Una volta da bambino a cinque anni e poi ancora a 17. Mi ha dato molta, molta amarezza interiore. Avevo appena iniziato a ristabilire una relazione con lei quando fu uccisa”). Celebri anche le parole della zia che lo spinse ad affinare il suo talento da chitarrista: “la chitarra va bene, John, ma non ti darà certo di che vivere” (The guitar’s all very well, John, but you’ll never make a living out of it) – qualche anno dopo, raggiunta la popolarità, Lennon avrebbe fatto incidere questa frase su una targa d’argento, mandandola alla zia.

The Beatles dal grande successo… I Primi successi dei Beatles furono scritti proprio da Lennon, Please Please Me, e She Loves You (molti di voi staranno canticchiando in testa Yeah Yeah) che divennero in poco tempo dei grandi successi, e dei veri tormentoni per i giovani inglesi. John si fece apprezzare anche come attore e come scrittore vincendo anche dei premi letterari.  Criticò anche la ricchezza sfrenata della famiglia reale durante un concerto natalizio eseguito in presenza della Regina. In seguito riuscì per fino a criticare l’istituzioni religiosi con la frase “i Beatles sono più famosi di Gesù Cristo” scatenando scandalo e disgusto, culminate in falò dei loro dischi, organizzati da religiosi. Nel 1969 registrò l’album dal vivo Live Peace in Toronto, con la Plastic Ono Band, composta da nomi come Eric Clapton, Klaus Voomann e Alan White.

…all’addio. Probabilmente dopo l’incontro della sua seconda moglie, Yoko Ono, cominciarono a farsi sentire i contrasti dentro la band, infatti yoko non era gradita dai componenti della Band, ed uno dei maggiori motivi dell’addio ai Beatles fu proprio dovuto all’influenza della nuova fiamma. Il Post-Beatles è contornato più che mai dalla presenza di Yoko nel lavoro di John, ed iniziò così la sua carriera da solista. La separazione ufficiale dei Beatles si verificò nell’Aprile del 1970, 10 anni prima della sua morte. Importante per John fu anche la sua dipendenza dall’eroina, anche se Lennon non ne parlò mai ufficialmente. In seguito a questa storia, il carattere di John cambiò radicalmente, peggiorando, soprattutto grazie all’influenza della seconda moglie, con cui probabilmente consumava le dosi di eroina. Intreprese comunque vari tentativi di disintossicazione, come cantato da John Lennon stesso in Cold Turkey, ma alla fine quelllo che lo fece smettere fu il suo spacciatore, che tagliando l’eroina (solamente per aumentare i proprio profitto) con il borotalco, ne diminuì di molto l’effetto, facilitando di fatto la disintossicazione della coppia.

nullL’omicidio. Per cinque anni, tra il 1975 e il 1980, Lennon non apparì più frequentemente in pubblico. Si recò però a New York nell’80’, per registrare il nuovo album, Double Fantasy, pubblicato nel Novembre dello stesso anno. Poche settimane dopo l’uscita dell’album, la sera di 30 anni fa, l’8 divembre 1980, alle 22:51, dopo aver trascorso il pomeriggio allo studio di registrazione, Lennon stava tornando a casa con la moglie, e si trovava davanti il suo lussuoso palazzo il Dakota Building, sulla 72esima strada di New York. Li ad aspettarlo un ragazzo di 25 anni, Mark Chapman, sparò contro di lui quattro colpi di pistola, dicendo: «Ehi, Mr. Lennon! Sta per entrare nella storia». Lennon morì durante la corsa in ospedale alle 23:07.

Liverpool ricorda Lennon. L’appuntamento è davanti all’European Peace Monument, la scultura inaugurata lo scorso 9 ottobre da Julian e Cynthia Lennon in occasione di quello che sarebbe stato il settantesimo compleanno del padre. E’ giustamente Liverpool, la citta’ natale del leggendario ex Beatles, a rendere omaggio a John Lennon concludendo le celebrazioni per i 30 anni dalla sua morte.

Stasera una veglia a lume di candela riunirà – e c’è da crederlo – migliaia di persone in Chavasse Park che arriveranno da tutto il mondo, durante la quale verranno intonati i maggiori successi dei Beatles. Ma questa non è l’unica manifestazione che la città sul Mersey regalerà all’indimenticabile compositore di ‘Imagine’.

Domani, nel vicino centro culturale Bluecoat, le commemorazioni si concluderanno con una sessione aperta a tutti. Seguendo l’esempio di Yoko e Lennon e del loro fervente attivismo contro la guerra in Vietnam, infatti, già da ottobre centinaia di persone hanno preso posto sul letto matrimoniale collocato all’interno del centro. Donne africane, soldati spagnoli, tutti uniti nel dire ‘no’ alla guerra. Di sera, la chiusura col grande concerto all’Echo Arena. ‘Lennon remembered – The 9 faces of John’, i cui proventi saranno donati a tre enti benefici locali tra cui l’ ospedale pediatrico di Liverpool, Alder Hey. Sul palco i ‘Quarrymen’, il primo gruppo di Lennon, tanti amici e collaboratori e perfino Mark McGann, l’ attore che ha interpretato Lennon al cinema e in teatro.

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