Il 5 settembre del 1949 nasceva Freddy Mercury, indimenticabile membro fondatore dei Queen. Oggi è il suo 65° anniversario.
Scomparso il 24 novembre 1991 è ancora oggi considerato uno dei migliori artisti della musica e della storia del rock: nel 2008, il magazine statunitense Rolling Stone lo ha collocato al 18° posto nella classifica dei migliori 100 cantanti di tutti i tempi, mentre Classic Rock, l’anno successivo, lo ha classificato al primo posto tra le voci rock.
“La cosa più importante è vivere una vita favolosa, non importa quanto lunga, basta che sia favolosa.” (F.M.)
Google ha voluto celebrare il 65° compleanno del compianto artista con un nuovo doodle, come sempre in occasione di particolari eventi o per ricordare importanti personaggi.
Ciò che ci ritroveremo a partire dalla mezzanotte di oggi (in Giappone e Australia già da questo pomeriggio) sull’home page di Google è una serie di foto del leader dei Queen come sfondo del logo del famoso motore di ricerca. Cliccando sul doodle si aziona una sorta di video animato in cui Freddie Mercury sfoggia una serie di abiti diversi sulle note di “Don’t Stop me now”, brano del 1978 tratto dall’album “Jazz”. Di seguito il video dell’intera animazione.
Freddie Mercury e Michael Jackson duetteranno insieme in 3 brani: “State Of Shock“, originariamente una collaborazione tra Jackson e Mick Jagger, “Victory“, incisa nel 1983 per l’album “Hot space” ma mai inclusa nel disco e decisamente inedita (sul web non esiste nessuna demo al contrario delle altre due) e “There must be more to life than this“, registrata insieme al re del pop per essere probabilmente inclusa in The Works dei Queen nel 1984 ma poi lasciata fuori dall’album. Quest’ultimo brano piacque così tanto a Mercury che decise di inserirlo nel suo lavoro solista Mr bad guy. Proprio quest’ultimo brano ve lo condivido grazie a un video trovato su YouTube.
Nel 2010, Brian May ha annunciato in un’intervista alla BBC che Sacha Baron Cohen è stato scelto per interpretare Freddie Mercury in un film, scritto da Peter Morgan, già nominato agli Oscar per le sue sceneggiature “The Queen – La regina” e “Frost/Nixon – Il duello“. Il film, che è co-prodotto dalla TriBeCa Productions di Robert De Niro, si concentrerà sui primi anni dei Queen e sul periodo precedente alla performance nel Live Aid del 1985. Le riprese, iniziate nel 2011, dovrebbero consentire alla pellicola di uscire nell’autunno 2012.
Tanti auguri alla Nazionale Italiana di calcio che oggi compie 100 anni.
MILANO, 15 maggio 2010 – 15 maggio 1910, Milano, ore 15,45: la Nazionale italiana di calcio scende in campo per la prima volta nella sua storia. La vittoria sulla Francia (6-2) è l’inizio di un romanzo che continua ad appassionare dopo un secolo milioni di italiani, anche se cento anni fa il calcio non era ancora così popolare. Si gioca all’Arena di Milano, dove l’anno precedente si era conclusa la prima edizione del Giro d’Italia.
In un clima di grande tensione nasce la Nazionale italiana. La formazione che verrà mandata in campo contro la Francia è: De Simoni (Us Milanese); Varisco (Us. Milanese), Calì (Andrea Doria); Trerè (Ausonia), Fossati (Inter), Capello (Torino); Debernardi (Torino), Rizzi (Ausonia), Cevenini I (Milan), Lana (Milan), Boiocchi (Us Milanese).
La Nazionale italiana gioca in maglia bianca (lo farà anche nella seconda partita, prima di passare all’azzurro) e la scelta è dettata soltanto da motivi economici: costa infatti sette centesimi in meno di quella colorata. Il capitano è Francesco Calì, terzino dell’Andrea Doria, non soltanto perchè è il più anziano della squadra, 28 anni, ma anche perchè conosce le lingue.
Oggi cade l’anniversario della nascita, 200 anni fa, del grande scienziato Charles Darwin (Shrewsbury 1809 – Londra 1882). La sua teoria dell’evoluzione che ha ricevuto e riceve continue conferme dalle più disparate branche della biologia, dall’osservazione macroscopica degli organismi nel loro ambiente, dallo studio delle proprietà cellulari fino alla moderna biologia molecolare è una delle più grandi conquiste della mente umana, che ha rivoluzionato il pensiero biologico, dotandolo di una teoria generale ma ha anche scosso le certezze sul “posto” per dirla con Huxley “dell’uomo nella natura” con fondamentali ricadute in ambito epistemologico e etico.
Charles Darwin, Accademico dei Lincei, durante tutta la sua vita, condusse osservazioni estremamente accurate e meticolose di fenomeni apparentemente marginali, ma proprio partendo dal rigore di quelle, con un pensiero potente e con grande capacità di coerenza e di inferenza giunse ad una teoria della discendenza degli esseri viventi per vie meccaniche e all’inevitabile necessaria conseguenza dell’origine animale dell’uomo. Darwin operò così un radicale cambiamento di paradigma interpretativo della biologia, una vera e propria rivoluzione. Raggiungere questa irrinunciabile conclusione fu certamente difficile per lo scienziato inglese che ebbe un’ educazione religiosa e fu credente per gran parte della sua vita.
Haeckel (1874) a soli 15 anni dalla pubblicazione dell’ “L’Origine delle specie” vede in Darwin un nuovo Copernico: come quest’ultimo aveva demolito il dogma geocentrico così Darwin aveva posto fine a quello antropocentrico. Il tema fu ripreso anche da Freud nell’ “Introduzione alla psicoanalisi” (1916) che non esitò a mettere in evidenza il contenuto rivoluzionario dell’opera di Darwin.
A 150 anni dalla pubblicazione dell’Origine, la teoria tutt’altro che invecchiare ha ricevuto continue conferme ed ha rappresentato per tutto il novecento il quadro teorico di riferimento delle nuove scoperte biologiche e il concetto darwiniano di selezione naturale è stato usato nelle più varie branche del sapere, dalla neurologia che è il mio campo di studio, dove si parla di darwinismo neuronale per indicare la competizione tra i neuroni in dipendenza della loro attività elettrica, all’immunologia con la teoria della selezione monoclonale, fino ad altre scienze umane come ad esempio l’economia e la linguistica.
L’Accademia dei Lincei celebra il suo illustre Socio, Charles Darwin, con un importante convegno internazionale l’11 e il 12 febbraio, che vuole proprio porre l’accento sull’attualità della sua teoria e sull’influenza del suo pensiero.
La vita di Darwin dopo il viaggio giovanile sulla Beagle, fu essenzialmente ritirata, di pensatore e osservatore che nella poltrona del suo studio rimuginava senza sosta sui dati raccolti, da vero gigante del pensiero. L’Accademia dei Lincei che ha visto tra i suoi primi membri Galileo, un altro grande rivoluzionario che ha cambiato la nostra concezione del mondo, celebra con Darwin, la libertà del pensiero, il rifiuto di ogni dogmatismo o vincolo preconcetto della libertà della mente, il libero funzionamento del cervello senza quelle inibizioni depositate nella memoria dall’ossequio alla tradizione, e sostanzialmente quella parte del funzionamento cerebrale che si chiama razionale contro un altro tipo di funzionamento cerebrale che si chiama irrazionale. Non a caso ho voluto ricondurre la libertà del pensiero al funzionamento dei neuroni perché io sono convinto che, come Darwin annotava nei suoi taccuini, il pensiero sia “una secrezione del cervello“.
Di fronte ai problemi complessi del mondo attuale, il contributo di questo convegno potrebbe indicare la crescente necessità di un atteggiamento rigorosamente scientifico che non arretra neppure di fronte a conclusioni scomode. Già Darwin aveva scritto nel 1880 nei “taccuini” che il modo migliore di “promuovere la libertà di pensiero è nella graduale illuminazione dell’umana conoscenza che deriva dal progresso della scienza“.
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