Obama ha vinto, l’America avvera il sogno di Martin Luther King

Dopo una campagna elettorale durata due anni, gli Stati Uniti sono andati finalmente alle urne per scegliere il successore del presidente George W. Bush

Il sogno di Martin Luther King è diventato realtà: i cittadini americani hanno deciso che Barack Hussein Obama sarà il primo presidente nero degli Stati Uniti, il primo uomo di colore ad insediarsi alla Casa Bianca.

E’ un segnale indiscutibile di coraggio, di capacità di cambiare. E’ un segnale che conferma che l’America sa sempre trovare dentro di sé – soprattutto quando tutto sembra andare per il verso sbagliato – la forza, la determinazione e le motivazioni per scegliere strade nuove, per avviarsi in sentieri inesplorati alla ricerca ancora di un’ altra “nuova frontiera”.

Obama è figlio di un immigrato keniano e di una donna bianca del Kansas. Ha vissuto la sua infanzia tra le Hawaii, dove è nato, e l’Indonesia, ha combattuto per poter crescere in un’America che non gli mai ha regalato niente, ma che gli ha anche dato le possibilità di meritarsi una scalata sociale – dalla Columbia University alla Harvard Law School – che sarebbe molto difficile in qualunque Paese europeo.

Il nuovo presidente Usa ha saputo incarnare l’anima profonda degli americani, quella che sa vivere di sogni e traguardi apparentemente irraggiungibili, di cambiamento e di nuove sfide. In lui, gli americani che oggi guardano con paura a un futuro dai contorni indefinibili e carico di presagi negativi, hanno visto un uomo capace di dare nuove speranze e, forse, di indicare una strada diversa da quella difficile e tortuosa che sono costretti a percorrere da qualche tempo.

I paragoni, per ora sicuramente prematuri, fatti con John Fitzgerald Kennedy si giustificano, in parte, più dal lato emotivo che da quello concreto dei programmi e dei fatti, anche se Obama ha già indicato alcuni cambiamenti strutturali davvero significativi. Ma il punto fondamentale è che Obama ha saputo parlare al cuore dei suoi concittadini, dando loro la sensazione e, forse, la convinzione che un cambiamento non solo è necessario, ma anche possibile.

Gli Stati Uniti oggi hanno dato una lezione importante anche alla Vecchia Europa. Nei momenti difficili gli americani sanno ritrovarsi come hanno fatto oggi nelle lunghe file, in tutti gli angoli del Paese, davanti ai seggi elettorali. Sanno decidere con coraggio senza guardarsi indietro, sanno scegliere senza paura di sbagliare, sanno osare e voltare pagina.

In quale Paese europeo oggi sarebbe possibile immaginare un presidente di colore figlio di un immigrato?

(Tratto da ANSA.it)

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