Terremoto a L’Aquila: ecco tutti gli indagati

In questa settimana sono uscite un paio di notizie che entrano più a fondo nella vicenda dei crolli dovuti al terremoto del 6 aprile. Infatti alcuni giorni fa, da parte della Procura della Repubblica de L’Aquila, sono partiti diversi avvisi di garanzia ai diretti interessati riguardanti: il crollo della Casa dello Studente (8 morti!), il crollo del Convitto Nazionale (3 morti!), il crollo della sede della Facoltà di Ingegneria dell’Università de L’Aquila (nessun morto).

Anche se è vero che ad Ingegneria non si sono registrati morti (la scossa è avvenuta alle 3.32 di notte) il procuratore Alfredo Rossini ha però sottolineato che si sarebbe potuta consumare una catastrofe: «E’ crollata una parete che avrebbe potuto costituire, se a quell’ora fossero stati presenti studenti, un rischio di morte per 2.000 persone».

Ecco gli indagati.

CASA DELLO STUDENTE
Sono undici gli avvisi di garanzia, i cui capi di imputazione contestati sono omicidio colposo, disastro colposo e lesioni colpose:

– Claudio Botta (ingegnere progettista),
– Giorgio Gaudiano (collaudatore per l’acquisto dello stabile dal consiglio di amministrazione dell’opera universitaria dell’Aquila, 1977),
– Walter Navarra (ingegnere incaricato dal consiglio di amministrazione dell’Opera universitaria),
– Berardino Pace (progettista e direttore dei lavori di ristrutturazione dello stabile),
– Carlo Giovani (direttore dei lavori per conto Regione Abruzzo),
– Pietro Centofanti (progettista e direttore lavori di restauro dello stabile),
– Tancredi Rossicone (progettista e direttore dei lavori dello stabile),
– Massimiliano Andreassi (progettista e direttore dei lavori di restauro incaricato dei controlli non eseguiti),
– Pietro Sebastiani (responsabile dell’area tecnica dell’Azienda per il diritto allo studio universitario, presidente della Commissione di collaudo dei lavori di ristrutturazione),
– Luca Valente (direttore dell’Adsu),
– Luca D’Innocenzo (presidente dimissionario dell’Adsu e attuale assessore alla Promozione sociale del Comune dell’Aquila).

(tratto da la Repubblica.it)

CONVITTO NAZIONALE
In questo caso gli indagati sono due, sempre con i capi di imputazione prima descritti:

– Livio Bearzi (rettore del Convitto nazionale),
– Vincenzo Mazzotta (dirigente del settore edilizia e pubblica istruzione della Provincia dell’Aquila).

(tratto da la Repubblica.it)

FACOLTA DI INGEGNERIA
Con l’ipotesi di reato è disastro colposo, 9 sono gli indagati:

– Mauro Irti (direttore del cantiere e rappresentante della Irti Costruzioni, impresa poi fallita, che faceva parte dell’A.T.I. che ha realizzato l’opera),
– Alessandro Fracassi (direttore di cantiere),
– Carmine Benedetto (direttore di cantiere),
– Gianludovico Rolli (progettista),
– Giulio Fioravanti (progettista),
– Massimo Calda (progettista),
– Sergio Basile (collaudatore),
– Giovanni Cecere(collaudatore),
– Ernesto Papale (direttore dei lavori).

(tratto da Rete 8)

Inoltre sono quattro i nomi delle persone decedute per cui i relativi avvisi di garanzia sono stati notificati agli eredi, ai soli fini civilistici, come riporta PrimaDaNoi.it.
Si tratta di: Antonio Miconi (titolare dell’impresa che nel 1965 realizzò l’edificio che ospitava la casa dello studente), Remo Fonzi (il tecnico che nel 1965 fu incarico di controllare i lavori di costruzione dell’edificio), Igino Angelini (il proprietario dell’edificio) e Ettore Pietrosanti (direttore dell’ufficio tecnico del demanio della Regione Abruzzo).
La responsabilità penale è personale, per questo non si potrà procedere per le accuse di omicidio o lesioni nei confronti degli eredi. Eventualmente il danno accertato in un procedimento civile sarà invece risarcito dai discendenti.

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