Al Soccer City Stadium di johannesburg, si vede una finale bloccata, con occasioni mancate da entrambe le parti: Robben non concretizza da solo davanti a Casillas al 63’, Fabregas al 95’ non salta Stekelnburg. Ai tempi supplementari c’è solo la Spagna, che approfitta dell’espulsione di Heitinga al 109’. Il gol del mondiale è di Iniesta, che al 116’ brucia Stekelenburg. In Spagna parte la festa per la prima Coppa del Mondo della loro storia e per la doppietta dopo l’Europeo del 2008, mentre l’Olanda subisce l’ennesima delusione. La terza in tre finali.

Sotto una pioggia battente, Uruguay e Germania danno vita ad una emozionante finale con continui capovolgimenti di fronte. Alla fine vince la Germania, ma grande merito alla “celeste” allenata dal “maestro” Oscar Tabárez che ben ha figurato in questi Mondiali del Sudafrica.
Al 19’ apre le marcature la Germania con Muller che raccoglie una maldestra respinta del portiere Muslera dell’Uruguay su conclusione violenta di Schweinsteiger dalla distanza. Muller segna così il suo quinto gol mondiale, raggiungendo Villa e Sneijder. Al 28’ grazie ad un pallone recuperato a centrocampo da Perez, Suarez lancia Cavani sulla sinistra per un corridoio perfetto per arrivare davanti alla porta avversaria e segnare con la punta il gol del pareggio.
L’Italia è fuori dai Mondiali. La nazionale azzurra del Ct Marcello Lippi è stata sconfitta per 3-2 dalla Slovacchia oggi all’Ellis Park di Johannesburg nell’ultima giornata del Gruppo F. Hanno deciso il match una doppietta di Robert Vittek al 25′ e al 73′ e il gol realizzato all’89′ da Kamil Kopunek. Per l’Italia inutili i gol di Antonio Di Natale all’81′ per il 2-1 e Fabio Quagliarella al 92′ per il 3-2. La Slovacchia grazie al successo odierno conquista il secondo posto nel girone con quattro punti e passa agli ottavi di finale insieme al Paraguay, primo con cinque punti. La Nuova Zelanda è terza con tre punti davanti all’Italia, ultima a quota due.
La nazionale azzurra, campione uscente, dopo i deludenti pareggi con Paraguay e Nuova Zelanda ha mostrato nuovamente enormi lacune sul piano del gioco e delle idee. La squadra di Lippi, schierata in partenza con la novità del 4-3-3 e modificata in corsa con un insolito modulo a quattro punte, ha faticato a costruire occasioni riuscendo a collezionare il primo tiro nello specchio della porta dopo ben 63 minuti di gioco. Nella ripresa Fabio Quagliarella si è visto annullare il gol del possibile 2-2 per fuorigioco. In precedenza l’attaccante del Napoli aveva reclamato un altro gol su una respinta sulla linea di porta di un difensore slovacco. In pieno recupero Simone Pepe, tra i più deludenti nella disastrosa spedizione azzurra, ha fallito clamorosamente l’occasione del 3-3 gettando al vento la possibile qualificazione con un tiro fuori misura.
L’Italia fa ancora 1-1. Ma stavolta non ci sono dubbi: il bicchiere è mezzo vuoto dopo il pari con la Nuova Zelanda. A Smeltz replica Iaquinta su rigore, ma non è abbastanza. Nè per battere gli All Whites, colossi atletici, ma modesti pedatori, nè per aprirci la strada verso gli ottavi.
Il Paraguay ora ci guarda dall’alto, con due punti di vantaggio nel gruppo F, e battere la Slovacchia, pienamente in corsa, diventa un probabile obbligo per essere certi di passare il turno, e comunque non ci garantirebbe per niente il primo posto nel girone, che significa evitare l’Olanda. Ma sono pensieri che ora non ci possiamo neanche permettere di avere, costretti a concentrarci sull’immediato, che significa la sfida del 24 giugno ad Hamsik e compagni a Johannesburg. Servirà un’Italia migliore. Meno arruffona di questa, generosa ma inconcludente, che ha attaccato tanto, ma creato poco. E serviranno attaccanti più ispirati rispetto ai primi 180’ di Sudafrica 2010, nei quali il reparto avanzato è stato il nostro punto debole.
Stavolta De Rossi, dopo il gol al Paraguay, ha evitato guai peggiori ottenendo un rigore, ma serve più concretezza, dalle punte.
Sotto il diluvio di Città del Capo l’Italia prende paura e pure una rete, ma non naufraga, e pareggia i conti con il Paraguay, grazie a De Rossi.
L’esordio al Mondiale sudafricano è sofferto, tanto. Perchè gli azzurri non riescono a concretizzare un buon inizio di gara, e finiscono sott’acqua, per la pioggia, e pure sotto nel punteggio oltre i loro demeriti, di qualità della manovra e di pericolosità sottoporta, quando il difensore centrale dei sudamericani Alcaraz trova il vantaggio al primo tiro nello specchio dell’Albirroja. E però gli azzurri, più con la volontà che con il gioco, riescono con merito a riequilibrare una partita che negli episodi sembrava girata male, grazie ad un regalo del portiere biancorosso, e alla prontezza di De Rossi.
La sfida con l’avversaria sulla carta più temibile del nostro girone rimanda ogni verdetto. Tra le buone notizie c’è la solidità della difesa azzurra, che neutralizza i temuti attaccanti avversari; male invece Gilardino, e la mancanza di inventiva. E soprattutto l’infortunio che manda sotto la doccia già al 45’ Buffon.
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