E anche Sandra non c’è più… Sinceramente penso che, se c’è qualcosa “dopo”, troverà maggior conforto sapere che lo dividerà con Raimondo!
Lo aveva detto monsignor Faccendini, celebrando il funerale di Raimondo Vianello: “E’ innaturale pensarli separati“. Sandra Mondaini non ce l’ha fatta a superare un dolore che l’ha consumata. Non voleva più vivere senza Raimondo, neanche l’affetto di Raymond e Gianmarco, gli amatissimi figli adottivi, era riuscito a consolare Sandrina, l’altra metà di Raimondo: insieme per cinquant’anni. Un amore grande come quello di Giorgio Amendola e la moglie Germaine, scomparsa poche ore dopo il marito, stroncata dal dolore. Sandra se n’è andata cinque mesi dopo Raimondo. Malata da tempo, da dieci giorni era ricoverata al San Raffaele di Milano.
Raimondo Vianello è morto questa mattina alle 6,50 all’ospedale San Raffaele di Milano, per l’aggravarsi delle sue condizioni fisiche in seguito a una caduta. Se ne va uno degli ultimi volti della grande tv dell’Italia del boom, animatore con la sua ironia di infiniti sketch, culminati negli ultimi anni dopo il passaggio a Mediaset con la serie “Casa Vianello” nella collaudatissima coppia con la moglie Sandra Mondaini, con la quale era sposato dal 1962. Indimenticabili restano i loro varietà televisivi alla Rai (“Tante scuse“, “Di nuovo tante scuse“) e prima ancora, le irresistibili scenette a fianco di Ugo Tognazzi. Indimenticabile anche la sua passione per lo sport, il calcio in particolare, con la conduzione allegra e spensierata di “Pressing“. Vianello avrebbe compiuto 88 anni il 7 maggio.
Nuovo lutto nel mondo della televisione italiana. Dopo la morte di Maurizio Mosca, si è spento all’età di 92 anni Santi Licheri, simbolo del tribunale più celebre d’Italia, quello di Forum, il programma condotto da Rita Dalla Chiesa. Il popolare giudice è finito oggi a Roma. La notizia è stata confermata dalla stessa conduttrice. Nato a Ghilarzo, in provincia di Oristano, il 13 aprile 1918, Santi Licheri è approdato a Forum fin dalla prima edizione (1985), dopo una brillante carriera di procuratore della Repubblica, giudice e magistrato che lo ha portato fino al grado di presidente aggiunto onorario della Corte di Cassazione. Dal primo giorno ha affrontato le controversie tipiche della trasmissione con garbo ed equilibrio, restandone un punto di riferimento fino alla penultima stagione.
MILANO, 3 aprile 2010 – E’ morto la notte scorsa all’ospedale San Matteo di Pavia, Maurizio Mosca, il noto giornalista sportivo, per 20 anni alla Gazzetta dello Sport. A dare la notizia è stata la famiglia. Da tempo malato, Mosca aveva lavorato fino all’ultimo in televisione, alla radio e sui giornali. L’ultimo articolo è apparso ieri mattina sul suo blog: una presa di posizione sul complicato rapporto tra Josè Mourinho e Mario Balotelli. A giugno avrebbe compiuto 70 anni.
Conduttore, opinionista e grande personaggio televisivo, Maurizio Mosca era nato a Roma il 24 giugno 1940. Figlio di Giovanni Mosca, grande umorista e giornalista, e fratello dello scrittore Paolo, ha iniziato la sua carriera lavorando per il quotidiano La Notte di Milano per poi diventare caporedattore alla Gazzetta dello Sport. Le prime esperienze televisive risalgono al 1979: ha debuttato come conduttore di un programma sportivo di un’emittente locale milanese. Successivamente ha diretto il periodico Supergol. Poi il piccolo schermo. Il programma che lo ha consacrato come un personaggio tv è stato L’appello del martedì (1991), che Mosca ha condotto indossando una toga da giudice in uno studio le cui scenografie ricalcavano un’aula di tribunale. Poi sono arrivati Calciomania, Guida al campionato, Controcampo, Zitti e Mosca, La Mosca al naso e Il processo del lunedì con Aldo Biscardi. Nel 2002 ha condotto con Paolo Liguori la trasmissione Senza Rete, in onda su Rete4. Nel 2004/2005 è stato l’opinionista fisso di Guida al campionato e Controcampo, trasmissioni di Italia 1 in cui Mosca ha messo in gioco tutta la sua carica di ironia, esprimendosi come opinionista ed esperto di mercato, azzardando colpi clamorosi che chiamava simpaticamente “bombe”, mitiche quanto il famoso “pendolino”.
Alberto Baiocco si ferma subito nella corsa alla vittoria di questo Grande Fratello 10, classificandosi quarto. La gara non era certo facile, ma secondo alcuni aveva qualche possibilità di aggiudicarsi il montepremi finale. Purtroppo non è stato così.
Alberto, senza mostrare in volto la delusione di chi ha quasi raggiunto per poco la vittoria, ha accolto con grande padronanza il verdetto. Ad attenderlo fuori la porta, la sua Mara che ha improntato un balletto aiutata dai familiari del monaco di casa, lasciando intravedere che la storia non finirà fuori dal reality. Rientrato in studio, Alberto ha rivisto tutti i momenti trascorsi in casa ed ha sorriso cimentandosi in un in lungo applauso. Ad aspettarlo dietro la grata, Mara. Un abbraccio tra i due interrotto dalla Marcuzzi ha fatto sì che i due accennassero qualcosa sulle loro intenzioni nel proseguire la storia fuori dalla casa. La timidezza ha preso il sopravvento e Signorini, rubando la scena all’impaccio della coppia, ha acclamato il suo concorrente credente e lo ha richiamato, però, sulla decisione presa nel salvare Giorgio a dispetto di Mara.
D’altro canto, invece, tanta delusione per il pubblico del Politeama Ruzzi, stracolmo per l’occasione, che incredulo ha emanato un boato quando la Marcuzzi ha pronunciato il nome del primo concorrente che doveva lasciare la casa, ovvero il “nostro” Alberto. Tantissimi sono gli applausi e i complimenti che si merita Alberto per questa sua esperienza.
Amici, parenti e conoscenti, ora, dovranno aspettare ancora qualche giorno prima di riabbracciarlo nella nostra Vasto, poichè mercoledì notte andrà in onda una sorta di «album» del Gf 10 condotto da Barbara D’Urso e Baiocco, come gli altri concorrenti, sarà impegnato nella registrazione.
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