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Tributo di Valencia a Marco Simoncelli

Tributo di Valencia a Marco SimoncelliUn saluto in grande stile all’insegna della commozione quello che i piloti hanno dedicato ieri a Marco Simoncelli a Valencia. Dopo la notizia che Misano porterà il suo nome, arriva l’omaggio di amici e rivali nel circuito Ricardo Tormo di Valencia. Una dedica collettiva di grande effetto, un tributo che tutto il motomondiale ha regalato a Marco Simoncelli e alla sua famiglia.

Simoncelli è morto a 24 anni due settimane fa nel GP di Malesia.

I piloti a Valencia hanno organizzato tutto nei minimi particolari, con un giro di pista e un minuto di ‘casino’. Hanno così esaudito il desiderio del papà del pilota, Paolo.

Come da programma , alle 10.10 in punto tutti i piloti delle tre categorie somo entrati in pista. Si sono posizionati dietro la Honda RC212V di Marco. Alla guida del mezzo c’era Kevin Schwantz, texano campione della classe 500 nel 1993 e grande amico di Simoncelli. Ha compiuto un giro di pista. Valentino Rossi indossava un maglietta bianca con il 58 del Sic e portava una bandiera per omaggiare SuperSic.

Poi poco prima del traguardo i piloti si sono fermati. Solo Schwantz ha continuato poggiando il casco di Simoncelli sulla moto. A quel punto tutti i piloti si sono allineati in piedi, insieme a tutti i componenti del paddock.

Poi via alle tracas, petardi spagnoli utilizzati per le vittorie dei piloti iberici, e un lungo applauso con la gigantesca foto verticale di Marco Simoncelli srotolata sulla torre del paddock. Un addio sincero e commosso che certo a SuperSic sarebbe piaciuto.

GF12: Emilio, scartato dopo falsa promessa, si dà fuoco

Leggo queste notizie e sinceramente mi vergogno di vivere con questa gente.

GF12: Emilio, scartato dopo falsa promessa, si dà fuocoGrande Fratello 12: Emilio Perrella, non entra nella casa e si dà fuoco. (…) Emilio era convinto di entrare nella Casa, vista la garanzia ricevuta da un dirigente Mediaset, tanto da farsi tatuare sul braccio il logo dell’azienda. Pochi giorni fa, però, provando a richiamare il dirigente in questione per gli ultimi aggiornamenti, gli viene comunicato che l’agente è deceduto. Emilio indaga e scopre di essere stato oggetto di truffa: il manager non è morto, ma ha solamente trovato una scusa per non essere più contattato. E così, lo Stallone di Cercola ha denunciato l’accaduto alla tv napoletana Luna2, avvisando che si sarebbe dato fuoco davanti agli studi di Cinecittà. (…) davanti agli studi di Cinecittà, si è cosparso di benzina, dandosi fuoco. Fortunatamente, grazie al tempestivo soccorso di chi ha assistito a quella scena, Emilio ha riportato solo qualche ustione.

Ormai conta di più apparire nei reality televisivi più inutili, che regalano falsa notorietà e che buttano migliaia di euro a gente che non fa niente dalla mattina alla sera, piuttosto che aiutare un Paese che si sta scavando la fossa. Un Paese in cui c’è gente che va alla ricerca di scatole di cartone per coprirsi la notte quando andrà a dormire in stazione, un Paese in cui al mese si guadagna quanto si spende per “viverlo”, un Paese in cui se sei figlio di un politico ti regalano 10mila euro al mese per riscaldare una poltrona (sempre se sei presente).

Eppure, ecco l’Italia che ci piace, quella che trova più soddisfazioni se quel concorrente arriva in finale, quella che trova più interessante sapere se quel tronista troverà o meno l’anima gemella, quella che adora i quiz, quella che crede che a L’Aquila si è risolto tutto… e potrei continuare all’infinito.

Esagero? Beh, non mi sembra che io mi stia inventando le cose.

Addio Marco !

Addio Marco !

Marco Simoncelli

Questa mattina mi sono svegliato con una notizia shock: Tragedia nel GP della Malesia: muore Marco Simoncelli.

Il 24enne Marco Simoncelli è morto dopo una collisione al secondo giro del GP di Malesia: il pilota scivola in uscita di curva, resta attaccato alla moto, che piega inspiegabilmente verso il centro pista e viene colpito dalla Yamaha di Edwards in una collisione che ha coinvolto anche Valentino Rossi. Il pilota statunitense e Sic cadono, mentre Rossi prosegue la marcia nell’erba restando in piedi. Le conseguenze peggiori, però le subisce Marco, che nel fortissimo impatto perde il casco e rimane immobile riverso in pista. Scena raggelante. Immediati i soccorsi, gara cancellata.

Simoncelli è stato subito portato al centro medico della pista dove è arrivato in stato di arresto cardiocircolatorio, con lo staff medico che ha disperatamente cercato di salvarlo. Dinamica di incidente molto simila a quella di Misano dell’anno scorso, con Alex De Angelis e Scott Redding, che falciarono, incolpevolmente, il povero Tomizawa già caduto, l’ultimo pilota morto in pista nel motomondiale, prima di questo maledetto GP di Malesia.

Arrivano via Twitter le uniche parole “pronunciate” ufficialmente da Valentino Rossi dopo il terribile incidente di oggi: «Il Sic per me era come un fratello minore – scrive Valentino sul social network – tanto duro in pista come dolce nella vita. Ancora non posso crederci, mi mancherà un sacco». Poche ma incisive parole per ribadire quanto affetto ci fosse tra Marco e Valentino, che lo aveva preso sotto la sua ala protettiva come, appunto, un fratello minore.

Così il presidente Fip Dino Meneghin sulla tragica scomparsa di Marco: “Stavo guardando la gara – dice Meneghin – e sono rimasto incollato alla tv fino al momento della terribile notizia. Se ne va in modo drammatico uno dei migliori piloti al mondo, giovane e con un grande futuro. Le parole in questi casi contano poco. Tutto il mondo del basket è naturalmente vicino alla famiglia Simoncelli, per un lutto che colpisce tutto lo sport italiano”.

A chi gli chiedeva se avesse paura di farsi male in un incidente, Marco rispondeva così: “Si vive di più andando 5 minuti al massimo su una moto come questa, di quanto non faccia certa gente in una vita intera“.

Addio Marco! Io ti saluto con il seguente video: “La Poesia del Motociclista“. RIP.

Indignati: manifestazione del 15 ottobre 2011 a Roma

Indignati: la manifestazione del 15 ottobre 2011 a RomaIl 15 ottobre 2011 a Roma vi è stata una manifestazione nazionale promossa dagli Indignati italiani con l’unico obiettivo di denunciare gli errori del governo Berlusconi nella gestione della crisi economica. Qui l’appello degli Indignati.

La pacifica manifestazione è stata rovinata da violenti che hanno usufruito dell’evento solo come scusa per poter danneggiare chiunque capitasse sotto tiro.

Chi sono gli Indignati? “Siamo tantissime persone singole o riunite in gruppi e associazioni che hanno deciso di agire per risvegliare la coscienza di questo paese. – si legge così sulla fan page ufficiale di Facebook – Pensiamo che la precarizzazione, la privatizzazione di ogni spazio pubblico, la distruzione delle risorse naturali rendano questo mondo un posto invivibile e lottiamo per un sistema economico che risponda ai nostri bisogni reali. Siamo apartitici, ma questo non vuol dire che chi milita in un partito non possa partecipare. Chiediamo soltanto che chi fa parte di un partito non partecipi in rappresentanza di questo ma solo in rappresentanza di se stesso. Noi a differenza dei partiti siamo perfettamente consapevoli della crisi nella quale si trova l’Italia. Chiediamo che ogni cittadino partecipi per fare in modo che questo nostro paese si risvegli. Crediamo che il sistema di rappresentanza e dei partiti che ha retto i primi cinquant’anni della Repubblica non sia più sufficiente, ma che sia necessario un nuovo protagonismo della società civile. Quindi chiediamo di manifestare per dare avvio a una nuova fase dove il cittadino non sia solo un elettore che sceglie i suoi rappresentanti e ad esse deleghi l’amministrazione della cosa pubblica, ma ognuno sia un ‘costruttore’ attivo della nostra democrazia. C’è bisogno di ognuno di noi per cambiare la situazione attuale!

Come riporta 06blog.it: “Il corteo è partito come doveva e come i coordinatori avevano preparato. Tutto con calma e colori. (…) Tanta gente, tanti giovani, tanti slogan e striscioni, ma per i primi metri nessun brutto gesto. Poi a via Cavour le prime avvisaglie.”

Gli incidenti sono cominciati quasi subito, su via Cavour per continuare e peggiorare via via fino a piazza San Giovanni. Diversi i feriti tra i manifestanti e le forze dell’ordine. Un blindato dei carabinieri è stato dato alle fiamme. Incendiate auto e cassonetti, sfondate le vetrine. Lanciate pietre e molotov. Tutta la cronaca su Adnkronos Lazio.

Di Lorenzo Galeazzi: Dopo i danneggiamenti degli incappucciati in via Cavour, con vetrine spaccate, negozi saccheggiati e auto date alle fiamme, le stesse scene si ripetono dalle parti del Colosseo. I manifestanti pacifici gridano “fascisti, fascisti” ai facinorosi cercando di allontanarli. Ma loro rispondono lanciando fumogeni e sassi contro la maggioranza non violenta del corteo. Dopo ore che i violenti vengono lasciati agire indisturbati, alla fine, in via Labicana, intervengono le forze dell’ordine. Ma sono impotenti. La battaglia si sposta in piazza San Giovanni, dove è già arrivata la testa del corteo pacifico. Nella piazza è il caos e i manifestanti pacifici si trovano nella morsa della guerra fra il “blocco nero” e forze di polizia. E come spesso accade, sono loro i primi a farne le spese.

Di Irene Buscemi: Auto bruciate, segnali stradali divelti, appartamenti andati in fumo, banche e vetrine danneggiate. All’indomani dei violenti scontri del 15 ottobre la Capitale fa la conta dei danni provocati dai black bloc, durante la manifestazione contro la finanza globale indetta in altre 900 città del mondo. In via Labicana la facciata della banca popolare del Lazio è stata distrutta e una vecchia caserma è stata presa d’assalto e data alle fiamme. “Pensavano che fosse la sede del Ministero della Difesa e l’hanno attaccata. Ma lì c’era l’appartamento mio e di mia moglie. Tutto è andato in fumo, il tetto è crollato, ci siamo salvati grazie al soccorso di un vicino che ha recuperato una lunga scala per farci scendere” ci racconta il generale Bruno Grazi. “Hanno vanificato una protesta pacifica” dicono molti passanti e abitanti del quartiere, “siamo stati il peggior esempio in Europa” riprendendo la frase del sindaco Gianni Alemanno. Nessuno degli intervistati giustifica l’azione di questi “violenti teppisti”, ma qualcuno aggiunge “si sapeva già da tempo che queste azioni si sarebbero compiute” e ancora “chi ne giova di tutto questo? Lì si trova il mandante”.

Oltre ai danni materiali, ha spiegato il sindaco, “c’è il danno morale: l’immagine, la paura, una città paralizzata per l’intera giornata”. Alemanno chiede “misure preventive adeguate per evitare certe situazioni” e Maroni da Varese fa sapere che martedì riferirà al Senato su quanto accaduto e che, in quella sede, parlerà anche delle iniziative che intende assumere “per evitare che quanto accaduto ieri possa tornare a ripetersi”. Il Comune di Roma, intanto, si costituirà parte civile nel processo contro i facinorosi, non solo per i danni materiali ma per quelli morali.

Al momento, sono circa 20 le persone fermate a Roma durante gli episodi di violenza. Per 12 di queste c’è stato l’arresto. Tra i fermati anche persone provenienti da Bari, Trento, Catania, Siracusa, Brindisi, Varese e Napoli e domani la procura di Roma chiederà, quasi certamente, la convalida dei provvedimenti emessi dalle forze dell’ordine per i reati, che variano a seconda delle singole posizioni, di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e danneggiamento. Altre persone potrebbero però essere fermate nei prossimi giorni perchè, come ribadito da Maroni, verranno visionati tutti i video degli scontri di ieri, anche quelli registrati dalle telecamere di sorveglianza della stazione Termini e dagli elicotteri che hanno sorvolato per tutto il tempo la Capitale, per identificare quanti più responsabili possibile.

PresaDiretta torna a parlare della ricostruzione a L’Aquila

Il 10 ottobre PresaDiretta, il programma di Rai3 condotto da Riccardo Iacona, è tornato a raccontare le vicende legate alla ricostruzione de L’Aquila dopo il terremoto dell’anno scorso.

A un anno e mezzo dal terremoto in Abruzzo ancora non è chiaro se ci siano i fondi per la ricostruzione, mentre gli albergatori della costa che hanno ospitato i senza tetto e le imprese che hanno iniziato a restaurare le case meno danneggiate stanno ancora aspettando i pagamenti.

Come riporta 6aprile.it, l’unica nota da fare al servizio è che si parla di un’altra proroga di 6 mesi sulle tasse. In realtà, è stata prorogata soltanto la restituzione, al 100%, delle tasse sospese. Da luglio 2010, la maggior parte dei terremotati ha già ripreso a pagarle.

Ecco, di seguito, il servizio di PresaDiretta diviso in 2 parti (si parla de L’Aquila dal minuto 5:40 nel primo video) e raccontato da Alessandro Macina e Elena Stramentinoli.

(continua…)

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