Storie dal terremoto su Rete8: la mia email

L’8 gennaio 2010 sul canale abruzzese di Rete8 è stata trasmessa un’intera puntata de L’8volante completamente dedicata al Terremoto del 6 aprile a L’Aquila: Cosa ha significato il terremoto per l’Abruzzo? Quali le responsabilità? Catastrofe naturale o negligenza umana? Le storie dal terremoto, le considerazioni, il presente e il futuro di una regione, colpita al cuore dal sisma.

Durante la serata ho cercato di prendere contatto con la redazione per poter parlare al telefono e raccontare la mia “storia” da studente, più che altro raccontando la mia situazione post-terremoto. Non sono riuscito a prendere la linea (nessuno mi rispondeva ma squillava!) e allora ho inviato loro un’email in cui ho cercato di raccontare un pò tutto quello che avrei detto al telefono.

Ieri sera mi sono accorto che questa mia email, qualche giorno dopo la trasmissione in questione, è stata pubblicata sul sito ufficiale di Rete8.

La condivido qui di seguito, anche per avere vostri pareri, negativi o positivi che siano.

Vorrei aggiungere che, tutt’ora, continuo a ringraziare Rete8 per aver dedicato l’intera puntata ai “colpiti” del sisma, ma soprattutto per essere stati vicini a loro in questi lunghi 10 mesi.

Salve a tutti.
Sono Rosati Luca e vi contatto da Vasto.
Prima di tutto mando un abbraccio virtuale a tutti i cittadini colpiti dal sisma del 6 aprile e, non per ultimi, a tutti quelli che hanno perso un amico o un proprio parente.
Sono uno studente “fuori-sede” e frequento la facoltà di Informatica a Coppito.
Ero presente la notte del terremoto, così come lo sono sempre stato fin dalle prime scosse di novembre/dicembre che erano diventate, ormai, una vera e propria abitudine giornaliera.
Le preoccupazioni di noi tutti, giovani e adulti, diventavano sempre più grandi man mano che la “forza”
di queste scosse aumentava giorno dopo giorno.

Una battuta che mi ricordo è quella per cui, dopo le prime scosse di magnitudo 4, ci si aspettava l’esperienza di dover vivere quella di magnitudo 5… sfortuna ha voluto che si passasse direttamente alla 6, l’ultima per chi viveva lì fino a quel giorno.
Non vi contatto per criticare i falsi allarmi e/o per una gestione dell’intera situazione che poteva essere migliorata (volere è potere!)… ma più che altro vi contatto da “studente” aquilano e non oltre.

Pensate che l’aver fatto tornare così velocemente “noi” universitari lì sul posto (dopo pochi mesi da un evento che “momentaneamente” ha fermato l’intera vita aquilana!) sia stata una cosa giusta moralmente oppure una cosa fin troppo frettolosa? E’ vero che l’Università de L’Aquila è un punto vitale della zona così come lo sono economicamente gli studenti stessi, ma non pensate che forse era necessario prima di tutto guardare e”ricostruire” la vita degli aquilani residenti e POI, una volta ristabilita una vita soddisfacente per i cittadini, curare e rimettere sù la vita universitaria vera e propria.

Ho partecipato, un paio di mesi (o anche prima, non ricordo bene) dopo, ad una riunione presso il Comune di Pescara in cui erano presenti centinaia di studenti universitari aquilani, vari genitori di ragazzi (anche deceduti il 6 aprile) uniti al rettore Di Iorio e alcuni rappresentanti delle diverse facoltà aquilane. La tensione tra tutti era altissima, e non pochi genitori erano assolutamente contrari a far tornare un proprio figlio lì sul posto, facendo esempi di ragazzi che psicologicamente non erano assolutamente pronti a rimettere piede in una zona così colpita.

Io da studente fuori-sede mi sono sentito abbandonato. Forse è un’espressione “forte” il dire che mi sono sentito abbandonato, ma così è stata la mia reazione e a tratti mi sento ancora così.
I motivi sono forse pochi, ma REALI. Il servizio post-terremoto che l’Università de L’Aquila può offrire ad uno studente non potrà mai soddisfare anche le più piccole richieste di cui, uno studente come me, ha bisogno. Primo tra tutti: io non ho una casa dove poter stare!
Tralasciamo i casi di costi d’affitto “aumentati” (i cui colpevoli si devono solo vergognare, perchè sono esseri ignobili!) che non sono, ovviamente, a favore di uno studente. Ma parlo anche del rapporto Università-Studente che non offre tutto ciò che c’era prima.
E’ difficile via email o telefono sapere veramente che news positive ci sono lì: per l’Università va tutto bene, ma se si va sul posto è tutto il contrario.
E’ vero che, il mese scorso, sono stati messi trasporti gratuiti per gli studenti fuori-sede… ma non penso possa bastare.

E poi, potrebbe essere una bambinata o no il mio pensiero, ma ho visto diverse cose favorevoli per chi si iscriveva al 1° anno presso una facoltà de L’Aquila (niente tasse, chiavette-modem e/o portatili regalati)…. io non ho ricevuto neanche un GRAZIE. Dopo il 6 aprile io non ho abbandonato il mondo universitario aquilano, diversi altri hanno rinunciato e/o chiesto il trasferimento… “io” no, e tutt’ora sono io che devo trovarmi un appoggio lì a L’Aquila, io mi devo interessare di tutto e nessuno mi aiuta!

Concludo dicendo che sono completamente a favore degli Studenti Universitari a L’Aquila e NON dell’Università a L’Aquila… che è diverso!

Grazie dell’attenzione e buon lavoro a tutti voi.
Rosati Luca

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