A Roma protesta dei terremotati de L’Aquila: scontri e 2 feriti

ROMA (7 luglio) – Tensione fra i terremotati e le forze dell’ordine che hanno bloccato i manifestanti arrivati da L’Aquila e dagli altri centri terremotati dell’Abruzzo per chiedere lo stop alla tasse e altri provvedimenti a sostegno delle zone colpite dal sisma. I manifestanti, diretti a Palazzo Chigi, hanno tentato di forzare il blocco su via del Corso. Il bilancio è di due feriti fra i manifestanti. E’ intervenuto come mediatore Antonio Di Pietro, invitando la polizia a fare avanzare i manifestanti e spiegando a questi ultimi che piazza Montecitorio era già bloccata dalla manifestazione dei disabili contro la manovra. «Ma non si può fare una guerra tra poveri – ha detto Di Pietro – anche i terremotati hanno il diritto di manifestare».

«Se il governo non cambia strategia la ricostruzione della città non ci sarà, ci saranno solo le 15mila casette. E questo significa la morte dell’Aquila, che sarebbe una sconfitta per il Paese». Le parole del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, riassumono la rabbia e lo scontento degli sfollati delle tendopoli che oggi hanno inscenato un sit-in a Montecitorio, proprio nel giorno in cui la Camera deve approvare il decreto legge sul terremoto.

«Sono stato colpito alla testa da quattro manganellate al secondo blocco delle forze dell’ordine in via del Corso mentre ero di spalle e cercavo di creare un cordone tra manifestanti e polizia per evitare il contatto. Sul muro di una banca ho lasciato delle manate di sangue per testimoniare che questo é il sangue degli aquilani – dice Vincenzo Benedetti, pizzaiolo aquilano, con una vistosa fasciatura in testa e la maglietta sporca di sangue –La mia faccia si è riempita di sangue, sono stato soccorso da un medico di Paganica mi ha fatto entrare in una banca e mi ha fasciato la testa. Dovranno mettermi una decina di punti di sutura. Non mi ha ucciso il terremoto, figuriamoci se lo fará qualche manganellata. Faccio parte dell’associazione Epicentro solidale che doveva occuparsi della sicurezza del corteo».

«Dal primo luglio abbiamo ripreso a pagare le tasse. Ma lo spettro più grande è un altro: dal primo gennaio ripagheremo 14 mensilità di tasse con il recupero di quelle non pagate, il che vuol dire che per ogni 1000 euro ci sono 200 euro di tasse aggiuntive. Le casse sono vuote, e dico della cassa per pagare l’emergenza come vice commissario. Per i 32 mila sfollati che ancora alloggiano negli alberghi, c’è una spesa fra i 15 e i 20 milioni al mese, che naturalmente non posso pagare. Questi sono i problemi che ho rappresentato al presidente del Senato Renato Schifani». Così si sfoga il sindaco de L’Aquila Massimo Cialente, al termine dell’incontro avuto con il presidente del Senato.

Blackout del Tg1. Ma evidentemente i motivi della protesta non erano abbastanza importanti per il Tg1 che ha mostrato un servizio sulla ricostruzione della casa dello studente per opera della regione Lombardia del governatore Roberto Formigoni. Per il Pd ha protestato Lanfranco Tenaglia: «Nel giorno in cui si sta svolgendo la marcia degli sfollati delle tendopoli dell’Aquila, conclusa con un sit-in a Montecitorio – ha detto – il Tg1 sceglie di parlare del terremoto in Abruzzo con un servizio sulla ricostruzione della Casa dello studente, certamente una buona notizia ma riferita con stile celebrativo, e con tanto di intervista, al presidente della regione Lombardia Formigoni. Gli avvenimenti in corso a Roma sono stati invece del tutto ignorati».

Altri dettagli su Il Gazzettino, Il Corriere della Sera, La Repubblica.

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