Prefabbricati a L’Aquila, vincono i costruttori dell’ospedale crollato

Sedici aziende sono state selezionate – su cinquantasette partecipanti – per realizzare i new village per il dopo terremoto. Avranno a disposizione un budget di 316 milioni di euro e tempi tanto stretti da sembrare poco credibili, che – se tutto va bene – porteranno fuori dalle tende dodicimila aquilani entro fine dicembre. La protezione civile ha così chiuso ieri la gara per il piano Case – i prefabbricati che nasceranno in venti aree del comune di L’Aquila.
Un pezzo consistente delle opere è stato affidato a tre aziende abruzzesi, che realizzeranno 8 lotti su 30, per un totale 84 milioni di euro di lavori. Sono imprese ben conosciute, costruttori locali di vecchia data, che contano nel panorama economico aquilano: il consorzio Consta, la Maltauro e Taddei spa e i fratelli Frezza.

La Taddei è l’azienda maggiormente coinvolta in questa fase. Con la controllata Edimo si era già aggiudicata – con un appalto ad invito, senza gara europea – la realizzazione dei pali delle fondazioni antisismiche dei prefabbricati. Ieri la protezione civile gli ha affidato la realizzazione di cinque lotti – su un totale di trenta messi a gara – dove saranno realizzati gli edifici prefabbricati.

C’è poi la società dei fratelli Frezza, di cui ha parlato ampiamente il manifesto il 16 aprile. Armido Frezza – che con il fratello Walter realizzerà uno dei trenta lotti, per un importo di quasi 11 milioni di euro – ha firmato gli ultimi lavori dell’ospedale San Salvatore, che non ha retto il terremoto del sei aprile. La società Frezza aveva realizzato, tra l’altro, la ristrutturazione del piano terra del blocco operatorio, dove le colonne scoppiarono letteralmente durante il sisma. Un appalto, quello dell’ospedale, che presentava poi alcune curiosità. Secondo quanto venne denunciato il 29 marzo scorso dal direttore dei lavori Sergio Angelini la fornitura delle attrezzature mediche – accorpate con la realizzazione dei lavori edili – aveva subito un ricarico fino al 60%, quando la normativa prevede una percentuale massima dell’11,74%.

Il legame dei fratelli Frezza con le cronache del terremoto non si ferma all’ospedale. I familiari delle sette vittime di via XX settembre 79 hanno puntato il dito contro i costruttori aquilani, che – secondo quanto hanno denunciato in un esposto dopo il terremoto – avrebbero realizzato alcuni garage scavando sotto le fondamenta del palazzo crollato. Ad oggi – mentre si aggiudicano i lavori del dopo terremoto – non c’è ancora nessun indagato per i crolli troppo prevedibili dei palazzi de L’Aquila. Il procuratore Rossini ha rinviato ogni decisione a settembre. «Se ci saranno illeciti penali interverremo», ripetono dalla Procura.

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Commenti

  • La notizia è falsa nella parte riguardante i lavori dei Frezza. E chiarisco: Frezza non ha scavato sotto la palazzina crollata. Ha riqualificato un immobile vicino alla palazzina crollata nel quale come da piano e lavori fatti alla regola dell’arte nei cui prospetti c’era anche la realizzazione dei garage. Un’altra palazzina, altro immobie, altro stabile, altro lavoro. E’ chiaro? Ripeto, non quello crollato. Ma un altro che è ancora perfettamnte in piedi e inoltre visibile. Questa è un accusa frutto di false informazioni, di mancanza di conoscenza della questione ergo di mancanza di professionalità.

    Intendiamoci, sono per l’informazione libera, ma che sia basata su fatti veri e non sul senito dire. Questo vale in ogni circostanza ma ancora di più nel caso di tragedie umane. La ringrazio per l’attenzione.

    Inoltre non corrisponde assolutamente al vero: che l’ing. Frezza o la sua società abbiano realizzato o siano intervenuti sulle strutture in cemento armato dell’ospedale San Salvatore che sono state danneggiate, le quali invece sono state costruite anni prima da altri soggetti; l’appalto si è svolto nel rigoroso rispetto della disciplina vigente.

    Vi invito a rettificare il falso

    SF

  • Ciao SF, di questa rettifica non ne ho saputo niente… hai qualche link dove posso leggerla? Più che altro per una mia curiosità personale.

    Per il resto posso dirti che non sono l’unico che ha reso nota questa “situazione”. Proprio ora ho visto che una marea di siti hanno pubblicato la news de Il Manifesto come ho fatto io. Tutti noi abbiamo sbagliato? A me va benissimo in questo caso… comunque attendo tue risposte, più che altro, ripeto, per leggere questa rettifica.

    Ciao a presto.

    RL

    http://giornaledabruzzo.net/homegda/?tag=frezza
    http://www.ilbriganterosso.info/dblog/articolo.asp?articolo=1534
    http://www.unartgroup.it/?p=3617
    http://abruzzo.indymedia.org/article/6629?print_page=true
    http://appuntorivista.iobloggo.com/21/prefabbricati-a-l-aquila-vincono-i-costruttori-dell-ospedale-crollato

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