Pezzopane: “Nei media c’è troppo patriottismo sui soccorsi: denunciare inefficienze è molto difficile”

«Siamo orgogliosi, ma non stupidi», ha detto ieri a Roma il presidente della Provincia dell’Aquila Stefania Pezzopane davanti a una platea commossa per l’appello lanciato allo Stato affinché non si dimentichi in fretta dei 40mila sfollati ancora nelle tendopoli. E lancia un allarme. «C’è il grave rischio di malattie per le condizioni igienico-sanitarie nelle tendopoli», afferma la Pezzopane. «Non basta suonare la campanella per far tornare i bambini sui banchi: perché non ci fanno aprire le scuole che già ora sono agibili?», chiede a gran voce la Pezzopane al convegno organizzato dall’associazione Articolo 21 sulla libertà d’informazione.

Proprio a proposito di diritto all’informazione ricorda che, in questi giorni, «non è facile denunciare certe inefficienze e certi disagi sui media», specie in un clima di patriottismo generale come quello attuale. Televisioni, carta stampata e radio sono esortate a rimanere a L’Aquila. Non solo quelli locali. «Quando ho parlato in una trasmissione televisiva poco dopo il sisma mi è stato detto: quella è cattiva», aggiunge l’amministratore denunciando i ritardi soprattutto nella disposizione di alloggi più sicuri e «più adatti a ricomporre l’unità familiare». A un mese esatto dal sisma, con il decreto Abruzzo in discussione oggi in commissione Ambiente del Senato, i fondi non sono ancora stanziati e «un segno di civiltà sarebbe che i soldi arrivassero subito».

Gli allarmi del presidente della Provincia si aggiungono a quelli del sindaco de L’Aquila Massimo Cialente, che il 5 maggio aveva accusato il Governo di fare propaganda. E di non aver stanziato alcun fondo nel cosiddetto decreto Abruzzo: «Nel decreto del 28 aprile i soldi per ricostruire l’Aquila non ci sono: quel testo rischia di generare una colossale speculazione immobiliare. Il ruolo di Fintecna è sempre più oscuro, e non vado oltre. Rilevando gli immobili diventerà il primo azionista del Comune». Per fronteggiare quest’incertezza, lo stesso primo cittadino de L’Aquila si è fatto portavoce della proposta di introdurre una “tassa di scopo” per finanziare la ricostruzione: un meccanismo simile a quello della tassa per l’Europa che prevedeva la restituzione del balzello agli italiani. Intanto il decreto è in discussione a Palazzo Madama, in attesa del G8 di luglio. Dopo il quale, grida la Pezzopane, «lo Stato non si dimentichi di noi».

Fonte: Blitz Quotidiano

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