Estate 2007

Con Michelle Hunziker mi scappa da ridere e da ricordare

Partecipando allo spettacolo “Mi scappa da ridere“, in cui la protagonista Michelle Hunziker si racconta e, a volte, si prende in giro parlando della sua infanzia e vita passata, mi è anche scappato di ricordare tante cose legate ad un’altra vita passata: la mia!

Partiamo innanzitutto dallo spettacolo della bellissima, eccezionale, favolosa e incantevole Michelle. Si nota che l’adoro?

Erano quasi sette anni che non entravo in un teatro come spettatore e giovedì 6 febbraio, presso il Teatro Nuovo di Milano, ho avuto il piacere di assistere all’opera teatrale “Mi scappa da ridere” (in tour dal lontano ottobre 2010) dove la sempre sorridente showgirl svizzera porta in scena il suo primo spettacolo originale in cui è lei stessa a raccontare la “sua favola” (come la definisce lei) in cui affronta più e più argomenti tratti dalla sua vita reale, dalla sua infanzia, dalla sue passioni e dai suoi principi azzurri. Una favola in cui si fondono fantasia, invenzione ed immaginazione in un ritmo davvero divertente e comico (anche grazie alle comparsate ‘virtuali’ del Mago Forest). E mentre fa tutto questo, come sempre, le scappa da ridere. “Sorridere fa bene“, lo dice lei per tutto lo spettacolo, ma l’ho affermato anche io qualche mese fa.

Il debutto 2010 di “Mi scappa da ridere”

Michelle si mette totalmente in gioco e ci riesce benissimo. Balla, canta, si prende in giro, tocca argomenti seri (come il matrimonio con il cantante Eros Ramazzotti, il cui nome non viene mai nominato) e altri affrontati con un’ondata di battute, e la risata è immediata. Interagisce con situazioni e personaggi che le appaiono continuamente in scena, con la musica e con i ballerini ma soprattutto interagisce con se stessa. Si parla anche di social network (dove è presente con oltre 650mila follower) e mi viene subito da pensare a tutte quelle volte che ho cercato di interagire con lei, senza mai ottenere risposta. Io non demordo però. 🙂

Due ore di show che fuggono via in un batter d’occhio, ma è anche normale quando si sta bene. Se l’evento vi attira, seguite il calendario del suo tour e, se potete, fateci un salto. Ne vale la pena davvero.

Dalla tappa 2011 di Varese

Come dicevo ad inizio articolo, durante lo show non mi è scappato solo da ridere, ma anche da ricordare e pensare ai tanti anni passati (o per lo meno fino a quando riesco indietreggiando con la mia memoria), alla mia infanzia, alla mia vita personale e lavorativa.

Ovvio, non ho vissuto assolutamente nulla di ciò che ha visto protagonista Michelle: non sono un attore o conduttore televisivo e non ho mai sposato un personaggio illustre della musica italiana (in generale non mi sono mai sposato!), ma ho tanti ricordi della mia vita passata che sono indubbiamente importanti quanto quelli di Michelle, ecco perché – in fin dei conti – mi sento simile a lei. Tutti noi siamo simili a lei, abbiamo in comune tante cose da ricordare: la nostra famiglia e le nostre amicizie, le nostre storie d’amore (per alcuni finite, per altri trasformate in lunghi fidanzamenti o matrimoni) colme di baci e frasi sussurrate all’orecchio, i tanti litigi e i tanti sorrisi con i nostri genitori, le tante lacrime semplicemente provando a camminare per la prima volta, e chissà quant’altro, potrei continuare all’infinito.

Penso alle tante amicizie perse fino ad oggi, ma anche alle tante nate e chissà quante altre ne arriveranno (sono sempre ottimista). Penso ai miei genitori lontani chilometri, quando due anni fa distavano da me solo alcuni metri. Penso alle passate storie d’amore, a quelle terminate perché era ‘meglio così’ e a quelle finite come un fulmine a ciel sereno. Penso al lavoro, che ormai fa sempre più rima con la vita stessa (se non lavori come vivi?). Penso ai tanti sogni passati, presenti e futuri: da bambino al più potevo permettermi di volere un nuovo giocattolo ed ero già felicissimo per questo, oggi… oggi non è più così per la maggior parte di noi. “La vita l’è dura” dicono qui nel milanese, ed è verissimo.

Sul web sono in tanti che a loro modo descrivono cosa può essere un ricordo. Tra questi mi vien voglia di citarne uno: “i ricordi, sono quei frammenti che ti fanno male, ti fanno piangere, ma ridere allo stesso tempo, i ricordi sono qualcosa di inspiegabile che accompagnano il cammino della nostra vita“.

Ricordare ciò che si è stati, secondo me, ti offre quella forza per diventare ciò che vogliamo. E’ una spinta in più da non tralasciare. Credetemi.

Commenti

  • Buongiorno! Sono di nuovo qui! Come sempre un bellissimo articolo. Colgo l’occasione per lasciare un mio umile commento su un articolo scorrevole di contenuti e piacevole nella lettura. Invece, il racconto personale, è pieno di sentimenti ed emozioni, passate e future. Al cuor di mamma, certamente, non sono passate inosservate. Continua sempre così e non permettere a Nessuno di decidere per la tua vita. Al prossimo articolo che sarà sempre migliore dell’ultimo… Un saluto ed un abbraccio forte forte da chi sempre ti pensa. Ciaooooooooooooooooooooooooooooo

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