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Le vendite Advertising di Facebook, Twitter e LinkedIn

Secondo eMarketerEntro il 2013, i ricavi pubblicitari dei social network raggiungeranno i 10 miliardi dollari in tutto il mondo, contro i 5,54 miliardi dollari di quest’anno“.

Facebook è pronto ad ‘afferrare’ la parte maggiore di quei ricavi con vendite che dovrebbero salire dai 3,8 miliardi di dollari di quest’anno a 7 miliardi di dollari nel 2013 (il 70 per cento del totale).

Le vendite di Twitter sono stimate in crescita dai 139,5 milioni dollari del 2011 a 399,5 milioni dollari nel 2013.

Anche LinkedIn vedrà impressionanti guadagni dalle entrate pubblicitarie. eMarketer si aspetta che le vendite di LinkedIn, infatti, crescerano da 140,800 milioni di dollari di quest’anno a 249,6 milioni dollari nel 2013.

La crescita delle spese dei sociale network vedrà come i siti di social networking avranno sempre più una quota maggiore di tutte le pubblicità online: attualmente possiedono circa il 6,9% di tutto il mondo dell’advertising online (8,8% della pubblicità online negli Stati Uniti), nel 2013 aumenteranno fino al 9,4% della pubblicità globale online (11,7% negli Stati Uniti).

Curiosità di cui ci rende partecipi una nuova ricerca in tema di pubblicità web realizzata da comScore, che ha esaminato 381.000 domini statunitensi e 1,7 miliardi di impression di advertising online: “solo il 69% degli americani su internet ‘vedono’ le inserzioni pubblicitarie. Dove ‘vedono’ significa che dedicano loro almeno un secondo di attenzione. Segno che più di 3 internauti su 10 le inserzioni non le vedono nemmeno.”

Secondo Comunicare Sul Web: “forse gli utenti scrollano la pagina prima che l’annuncio pubblicitario sia caricato e quindi lo saltano. Oppure non scrollano la pagina abbastanza per arrivare all’annuncio pubblicitario, che sta più sotto. Queste almeno sono le ipotesi di comScore. Forse però – ribatte il sito – il risultato potrebbe essere dovuto all’ effetto della cosiddetta “banner blindness”, cioè al fenomeno della cecità ai banner pubblicitari.

Lo studio ha inoltre mostrato che:
– le percentuali di visualizzazione degli annunci pubblicitari variano in modo considerevole da sito a sito: vanno dal 7% fino al 91%;
– una media del 4% degli annunci pubblicitari – ma si arriva anche al 15% in alcuni casi – è visualizzata in mercati dove il prodotto o il servizio non viene venduto. Questi banner sono pertanto inefficaci: si tratta cioè di web advertising sprecata;
– il 72% delle campagne di web advertising analizzate ha indicato che alcuni annunci o banner erano pubblicati accanto a contenuti sgraditi all’inserzionista. Perché sgraditi? Secondo l’ottica dell’inserzionista, il contenuto che circondava queste pubblicità danneggiava in qualche modo il brand. Pertanto, il web advertising in questione non ha avuto l’efficacia che ci si aspettava.

I dati della ricerca – conclude Comunicare Sul Web – sono impietosi. Il mondo del web advertising è ancora ben lontano dal trovare un modello che funzioni in modo soddisfacente.

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