L’Aquila, indagati i vertici della Protezione Civile: illegali i sistemi antisismici delle nuove CASE

La Procura contesta il reato di frode nelle pubbliche forniture: appalto “orientato” per favorire tecnologie ancora non omologate.

I settemila isolatori sismici installati nelle 185 palazzine post-terremoto realizzate dal Governo Berlusconi sono illegali. E la Protezione Civile — che ha gestito a L’Aquila il più grande cantiere d’Europa degli ultimi anni — è sotto inchiesta. Due esponenti al vertice del Dipartimento sono stati iscritti nel registro degli indagati della Procura aquilana con l’accusa di «frode nelle pubbliche forniture». Si tratta di Gian Michele Calvi, il “padre” del Progetto C.a.s.e. — che attraverso un consorzio creato ad hoc dalla Protezione Civile ha gestito direttamente tutti gli appalti — e di Mauro Dolce, capo dell’ufficio rischio sismico del dipartimento.

Ad accusarli, un dossier del Gico (Gruppo di Investigazioni sulla Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza) de L’Aquila, con all’interno decine di documenti sequestrati sia presso il dipartimento delle Opere Pubbliche del ministero delle Infrastrutture, sia presso la sede della Protezione Civile, sia in alcune aziende coinvolte nella vicenda.

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