Gli affitti record della Camera: 54 milioni l’anno per uffici e segreterie

Roma – Montecitorio spende per gli affitti 54 milioni. La ristorazione costa 7 milioni e mezzo. La prevenzione dagli incendi 2 milioni e 800. Acquistare nuove tappezzerie (e restaurare le vecchie), arredi, targhe, cartelli, casseforti e armadi blindati costa un milione. Dieci milioni si spendono per gli atti parlamentari, dalla stampa alla pubblicazione online. L'”ufficio tecnico” di Montecitorio (collaudi, manutenzione impianti termici, elettrici ed elettronici), ha un budget di 17,5 milioni che servono anche per gli ascensori. I corsi di lingua straniera per gli onorevoli, dall’inglese al russo, costano mezzo milione.

Sono questi i dati più significativi che spiccano analizzando l’elenco fornitori e consulenti del secondo ramo del Parlamento consegnato dal presidente Gianfranco Fini alla deputata radicale Rita Bernardini che per la prima volta li ha resi pubblici. Non è stato facile, per la Bernardini, avere quei dati finora segreti: li ha chiesti in agosto ed è riuscita ad ottenerli solo dopo aver iniziato per protesta lo sciopero della fame.

Da quei conti si evince che la Camera spende per cancelleria, taglierine, scarpe antinfortunistiche, camicie, biancheria, sartoria, buste, calendari, lavanderia circa 7 milioni. Sessantun mila euro per prodotti igienici. Per posteggiare le moto dei deputati, il costo dei parcheggi interni è di 33 mila euro. Per le auto più di un milione. Per l’assistenza medica, un milione e mezzo.

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