Sei domande per scoprire se sei dipendente da Facebook

Sei domande per scoprire se sei dipendente da Facebook

Sei domande per scoprire se sei dipendente da FacebookL’utilizzo smodato di Facebook e dei suoi consimili può dare dipendenza, proprio come le sigarette o le sostanze stupefacenti. Lo affermano i ricercatori dell’Università norvegese di Bergen (in Norvegia), che nel 2011 hanno condotto uno studio su 427 studenti dell’ateneo.

La psicologa Cecilie Schou Andreassen e i suoi colleghi hanno somministrato ai volontari (227 ragazze e 196 ragazzi) la “Bergen Facebook Addiction Scale“, un questionario di 6 domande derivate da quelle utilizzate comumente dai medici per scoprire il livello di dipendenza da droghe e alcool. In base alle risposte date dagli studenti, che potevano variare in una scala di 5 livelli (“molto raramente”, “raramente”, “talvolta”, “spesso” e “molto spesso”), hanno stabilito il tipo di rapporto che un individuo instaura con il social network, valutandone così l’eventuale rischio dipendenza.

Un allarme che, secondo la dottoressa Andreassen e il suo team, scatterebbe già dopo che a 4 domande su 6 si è risposto “spesso” o “molto spesso”.

Secondo i risultati dello studio, pubblicato sull’autorevole Psychological Reports, il rischio di entrare rimanere intrappolati nel mondo di amicizie virtuale è molto più alto per i giovanissimi, per gli insicuri e per le donne. I meno propensi alla social dipendenza sono risultati invece gli adulti e gli ambiziosi, che utilizzano le opportunità di contatto offerte dal web per stringere rapporti utili nella vita reale, professionale ma non solo.

Ma cosa scatena l’addiction nei confronti del mondo virtuale creato da Mark Zuckberg? Secondo Diana Tamir, ricercatrice presso il Social Cognitive and Affective Neuroscience Lab di Harvard, un piacere molto simile a quello provocato dal sesso. La Tamir ha sottoposto a risonanza magnetica funzionale per immagini il cervello di alcuni volontari mentre utilizzavano Facebook e ha scoperto che condividere pezzi della propria vita con gli amici attiva le stesse aree del cervello che si accendono durante un rapporto sessuale. Buona parte di coloro che ha partecipato alla ricerca ha dichiarato di essere disposta anche a pagare pur di aver la possibililità di utilizzare i social network, anche se forse la pubblicità sempre più personalizzata (e invasiva) che questi siti somministrano ai propri utenti è già un’ottima fonte di guadagno.

Ecco qui le 6 domande-spia alle quali rispondere usando la scala di valutazione in cinque punti di cui sopra (1-molto raramente; 2-raramente; 3-talvolta; 4-spesso; 5-molto spesso) e sommando poi i punteggi ottenuti:

1 – passi molto tempo pensando a Facebook e a collegarti online per usarlo?
2 – senti il bisogno di usare Facebook spesso e per lungo tempo?
3 – usi Facebook nel tentativo di dimenticare i tuoi problemi personali?
4 – hai cercato di ridurre l’uso di Facebook ma senza riuscirci?
5 – ti agiti o diventi irrequieto se ti proibiscono di usare Facebook?
6 – l’uso di Facebook ha avuto ripercussioni negative sul tuo studio o sul tuo lavoro?

Per me nessun allarme, lo uso quanto basta. E voi?

Fonte: Corriere.it, Focus.it

Commenti

  • Non sei su Facebook? Allora non ti parlo più! 🙂

    Scherzo scherzo. Come mai non ci sei? Cosa non ti invoglia a registrarti?

    Io non dico che impazzisco per Facebook ma, escluso i motivi lavorativi (se lavoro sui social è impossibile ignorare questo social network), lo trovo un ottimo mezzo sia per rimanere in contatto con amici e conoscenti lontani sia per conoscere tantissima altra gente con le mie stesse passioni… e uno scambio di informazioni e pareri è all’ordine del giorno.

  • Penso che, come in tutte le cose, un uso moderato dal buonsenso, sia la giusta strada. Nè demonizzazione nè dipendenza, insomma.

  • Sì, concordo totalmente con te. Ci sono alcuni, invece, che hanno una vita così attiva esclusivamente sui social che davvero hanno difficoltà a “staccarsi”.

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