CRAM Abruzzo: presentato il progetto “Cervelli di ritorno”

Dal 23 al 25 novembre a L’Aquila, nella sala consiliare “Sandro Spagnoli” del palazzo dell’Emiciclo, ha avuto luogo l’assemblea annuale del Consiglio Regionale Abruzzesi nel Mondo (CRAM). Tra i vari progetti discussi anche quello di “Cervelli di ritorno“, frutto di una convenzione fra CRAM e l’università di Teramo nata allo scopo di spingere il turismo di ritorno, ovvero quello generato dagli italiani residenti all’estero o dai loro discendenti.

La presenza degli abruzzesi nel mondo è stata stimata in 1,6 milioni; un numero superiore ai residenti in regione. Sono 155 le associazioni iscritte nel registro tenuto dalla Regione Abruzzo, presenti in tutti i continenti, anche in paesi di nuova emigrazione (Emirati Arabi e Giappone).

Paola Pittia, docente dell’Università di Teramo ha presentato così il progetto: “Sono friulana figlia di emigrati in Venezuela, dove ho parenti, che a loro volta sono diventati emigranti negli Stati Uniti – ha premesso la Pittia – L’università insegna, forma, fa ricerca per creare conoscenza e ora ha una terza missione: quella di coinvolgere le comunità per la crescita del territorio stesso. Nelle università ci si occupa di internazionalizzazione, anche a livello didattico. ‘Cervelli di ritorno’: è una bella sfida, ci sono fondi ministeriali per il rientro. Il nostro progetto è per i giovani di seconda e terza generazione ma tiene anche conto dei giovani che hanno ripreso a emigrare di nuovo. L’Abruzzo offre molto ma ci vuole di più per attirare l’attenzione di chi si trova bene all’estero. Noi offriamo centri come il Gran Sasso Institute e dottorati per l’alta formazione“.

Francesco Di Filippo, responsabile del Dipartimento Turismo, Cultura e Paesaggio della Regione Abruzzo “Il turismo di ritorno è un’opportunità. L’Enit ha avviato azioni e studi in merito. Il turismo estero è in crescita, lo confermano 140 tour operator. Il turismo delle radici è importante e dall’America latina la percentuale di aumento è dalla doppia cifra. Quello di ritorno permette la destagionalizzazione. Gli emigrati in Europa tornano più spesso. Il progetto del ‘Turismo di ritorno’ che vi proponiamo deve coinvolgere le vostre associazioni e oggi si può dire che finalmente si parte perché ora abbiamo strumenti e tecnici per partire, rispetto a quattro anni fa. Ora ci sono le Dmc, consorzi di organizzazione dell’offerta turistica dei territori, che insieme alle agenzie permettono di confezionare proposte base ma anche pacchetti costruiti su richiesta, in base a esigenze economiche, dove la Regione può avere un ruolo attivo, tipo l’offerta di alcune gratuità in loco. La piattaforma tecnologica c’è ed è Piazza Abruzzo. Poi c’è l’Ecosistema digitale turistico, dove anche voi avrete più informazioni, brochure digitali, e-book, video e webcam che saranno attive in determinati paesi dove, per esempio, ci sono riti tradizionali e anche streaming sugli eventi. Vi è poi un rinnovato rapporto con l’aeroporto di Pescara, grazie a nuove rotte“.

Per gli altri estratti relativi alla conferenza di presentazione vi rimando all’articolo completo de ilmondo.tv.

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