Cosa c’è a L’Aquila

Dal blog Terremoto: dove gli altri non arrivano:

Qui Marta. Sono tornata da L’Aquila. Scrivo queste parole di getto.

Andare a L’Aquila è un cazzotto nello stomaco. Ho visto lo stato del territorio, ho parlato con le persone, loro hanno parlato con me, ho lavorato per loro e sono stata loro ospite. C’è molto che non va laggiù, e ora che sono stata lì e ho visto coi miei occhi lo posso dire con certezza.

Ci sono le case pericolanti, sventrate, che a tre mesi dal terremoto per grandissima parte non sono ancora state puntellate, con i rischi conseguenti. I Vigili del Fuoco ordinano le assi per le puntellature, e poi le aspettano mentre si litiga su chi le dovrà fornire. Questo con buona pace di chi magari ha una casa agibile, ma non abitabile, perché la casa accanto, pericolante e non ancora messa in sicurezza, rischia di crollarle addosso.

Ci sono le cucine da campo in via di smantellamento, sebbene i campi non chiuderanno a breve. La gente sa che presto la Protezione Civile, gli aiuti e i volontari spariranno (già scarseggiano!). Gli aquilani hanno paura di essere abbandonati, di essere ricacciati a forza nelle case o di dover trascorrere l’inverno in tenda.

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