Contestazioni a Paolo Maldini durante il suo “addio”

Ho seguito con discreta attenzione tutto quello che è successo in questi giorni riguardo l’amaro addio al calcio di Paolo Maldini del 24 maggio, quando un gruppo di tifosi milanisti l’ha pubblicamente contestato dalle curva mentre percorreva il “giro d’onore” per il campo.

Che dire… io adoro il calcio e non mi nascondo nel dire che sono un tifoso juventino da anni (e per anni continuerò ad esserlo), ma NON approvo assolutamente l’atteggiamento adottato da questra “strana” parte di tifosi milanisti.

Considero Paolo Maldini un grandissimo giocatore ed è stato assurdo criticarlo così: è stato e rimarrà un giocatore storico! La parte dei tifosi in questione si deve solo vergonare!

Tratto da Sport.it:

“Non lo so perché mi hanno rovinato la festa, davvero non lo so – dichiara oggi Maldini -. Ho sempre avuto un comportamento lineare, seguendo i miei ideali e rispettando tutti. Non ho frequentato gli ambienti dei tifosi, ma non per snobismo: per il cognome che porto ho sempre dovuto dimostrare qualcosa. E allora ho voluto essere giudicato solo per quello che davo in campo”.

Già al termine del match contro la Roma, Maldini si era detto “orgoglioso di non essere uno di loro”, riferendosi a coloro che lo avevano contestato, esponendo un eloquente striscione con il nome di Franco Baresi e inneggiando all’ex difensore rossonero come ‘unico capitano’. Ma c’è un’altra cosa che brucia a Maldini: il comportamento della società nei confronti dell’episodio. “Sono molto deluso dal silenzio della società – afferma il difensore milanista – non mi è piaciuto che non abbia preso posizione. Non c’è stato neanche un commento, dal presidente in giù, nessun dirigente ha detto una parola. Io sarò un idealista, ma credo che una società come il Milan si debba dissociare da certi episodi”.

La reazione del capitano rossonero si è vista anche in campo, e – mantenendo la correttezza che ha contraddistinto tutta la sua carriera – Maldini decide oggi di dare una spiegazione: “La mia reazione è stata istintiva, e quindi forse sbagliata. Ma è stata dettata dal momento: io ero un uomo ferito. È stata la risposta ad un’azione premeditata da giorni, mesi e forse anni. Io sono un uomo con sentimenti e debolezze. Io sono milanista e ho dato tutto per la maglia rossonera. Malgrado questo, sono stato contestato più volte. Però sono cose che mi hanno fatto crescere: io ho maturato una libertà intellettuale e di espressione a cui non rinuncerò mai”.

Di seguito la lettera aperta a Paolo Maldini da parte del vice-presidente dell’A.C. Milan, Adriano Galliani:

Caro Paolo,

ho letto la tua intervista e capisco la tua amarezza: sono sotto scorta, come sai, da due anni proprio a causa dei comportamenti di quelle persone che ti hanno contestato.

Sono stato io a prendere la decisione di tacere: non solo perché mi è stato consigliato, ma soprattutto perché ho ritenuto, e tuttora ritengo, che il silenzio sia l’arma più efficace per non dare ulteriore spazio a condotte quali quelle di domenica.

Adriano Galliani

Milano, 27 maggio 2009

Lascia un commento

La tua email non sarà pubblicata. I campi obbligatori sono contrassegnati con *