Dal 1 marzo, tutti i servizi targati Google verranno inseriti in un unico calderone: non più utenti diversi per servizi diversi, bensì un unico abitante dell’universo targato Mountain View. E la privacy?
Da alcune settimane Google ha preannunciato importanti novità in merito alla gestione della privacy dei propri utenti, e chiunque ad oggi è registrato a uno dei servizi di Mountain View dovrebbe aver già ricevuto una prima email. Le nuove regole messe a punto dalla grande G saranno operative a partire dal primo di marzo, ma il termine ultimo potrebbe variare.
“Stiamo eliminando oltre 60 diverse norme sulla privacy in tutti i servizi Google per sostituirle con una normativa unica, più breve e di più facile comprensione. Le nuove norme riguardano più prodotti e funzioni, poiché è nostro desiderio creare un’esperienza d’uso che sia meravigliosamente semplice e intuitiva per tutti i servizi Google“: inizia così la rivoluzione annunciata dal colosso di Mountain View.
Tutte le attività su Docs, YouTube o Gmail verranno archiviate in un solo calderone: “Che si tratti di leggere un’email per organizzare una rimpatriata tra amici o di trovare un video preferito da condividere, vogliamo darti la possibilità di muoverti con facilità tra Gmail, Calendar, Ricerca Google, YouTube o qualsiasi altro prodotto che risponda alle tue esigenze“, si legge sul sito ufficiale di BigG.
Nel frattempo – Google – si è vista recapitare una lettera firmata da Jacob Kohnstamm, presidente del gruppo di lavoro sull’Articolo 29. Da parte della Commissione Europea si chiede in definitiva una pausa di riflessione per avere il tempo di analizzare la nuova documentazione Google e verificare che il tutto rispetti i regolamenti comunitari. Come referente unico europeo è stata individuata l’authority francese per la privacy (CNIL).
Google rimane ferma sulle proprie posizioni, si dichiara collaborativa con le istituzioni comunitarie ma non vede ragione di rivedere i propri piani. Un portavoce della stessa Google ha parlato della “più grande campagna informativa nella storia dell’azienda” e eventuali ritardi finirebbero col causare solo confusione: “Dunque no, non ci fermeremo“.
Fonte: PuntoInformatico.it – HWFiles.it
Dopo la chiusura di Megaupload e Megavideo, gli Anonymous – gruppo di oltre 5000 hacker sparsi per il mondo – stanno vendicando la chiusura di tali portali attuando una delle guerre cibernetiche mai viste prima, “radendo al suolo” decine e decine di siti tra i più importanti, reputati responsabili dell’azione contro Megaupload: non risultano più accessibili UniversalMusic.com, Justice.gov, RIAA.com, il sito della Warner Music Group, il sito della Siae americana, il sito stesso dell’FBI, etc.
In un loro tweet gli Anonymous hanno dichiarato come questa azione si possa considerare la prima Cyber Guerra Mondiale.
Ecco il comunicato ufficiale tradotto in italiano.
Cittadini degli Stati Uniti d’America, siamo Anonymous.
Questo è un urgente richiamo d’allerta per tutte le persone degli Stati Uniti. Il giorno che tutti noi stavamo aspettando è purtroppo giunto. Gli Stati Uniti stanno censurando Internet. La nostra evidente risposta è che non rimarremo seduti mentre ci vengono portati via i nostri diritti da un governo al quale affidiamo la loro stessa tutela.
Questa non è una chiamata alle armi, ma un richiamo a conoscere e ad agire!
Il Governo degli Stati Uniti ha superato ogni limite dandoci un falso senso di libertà. Pensiamo di essere liberi e di poter fare quello che vogliamo, ma in realtà siamo molto limitati e abbiamo un grosso numero di restrizioni per quello che possiamo fare, per quello che possiamo pensare, e anche per come veniamo educati. Siamo stati talmente distratti da questo miraggio di libertà, che siamo diventati esattamente cosa cercavamo di evitare.
Per troppo tempo, siamo rimasti fermi quando i nostri fratelli e sorelle venivano arrestati. Per tutto questo tempo, il governo ha ordito intrighi, tramando modi per incrementare la censura attraverso il blocco degli ISP, il blocco dei DNS, la censura dei motori di ricerca, dei siti, e una varietà di altri metodi che direttamente si oppongono ai valori e alle idee che condividono sia Anonymous, ovviamente, che gli stessi padri fondatori di questo paese, che credevano nella libertà di parola e di stampa.
Gli Stati Uniti sono spesso stati indicati come esempio ideale di paese libero. Quando la stessa nazione che è conosciuta per la sua libertà e i suoi diritti inizia ad abusare delle sue proprie persone, allora bisogna iniziare a combattere, perché gli altri la seguiranno presto. Non pensiate che perché non siete cittadini americani, questa storia non vi riguardi. Non potete rimanere ad aspettare che la vostra nazione faccia lo stesso. Dovete fermare tutto questo prima che cresca, prima che venga riconosciuto come accettabile. Dovete distruggerlo dalle fondamente, prima che diventi troppo potente.
Possibile che il governo americano non abbia imparato dal passato? Non ha visto le rivoluzioni del 2011? Non ha notato che ci siamo opposti ogni qualvolta ci siamo imbattuti in tutto ciò e che continueremo a farlo? Ovviamente il governo statunitense pensa di essere esente. Questo non è solamente un richiamo collettivo di Anonymous a darci da fare. Cosa può mai risolvere un attacco DDoS? Che cosa può essere attaccare un sito rispetto i poteri corrotti del governo? No. Questo è un richiamo per una protesta di grandezza mondiale sia su internet che nella vita reale contro il potere. Diffondete questo messaggio ovunque. Non possiamo tollerare quello che sta succedendo.
Ditelo ai vostri genitori, ai vostri vicini, ai vostri colleghi di lavoro, ai vostri insegnati e a tutti coloro con i quali venite in contatto.Tutto quello che stanno facendo riguarda chiunque desideri la libertà di navigare in forma anonima, parlare liberamente senza paura di ritorsioni, o protestare senza la paura di essere arrestati.
Andate su ogni rete IRC, su tutti i social network, in ogni community on-line e dite a tutti l’atrocità che sta per essere commessa. Se protestare non sarà abbastanza, gli Stati Uniti dovranno vedere che siamo davvero una legione e noi dovremo unirci come una sola forza opponendoci a questo tentativo di censurare Internet ancora una volta, e nel frattempo scoraggiare tutti gli altri governi dal tentare ancora.
Noi siamo Anonymous. Noi siamo una legione. Non perdoniamo la censura. Non dimentichiamo la negazione dei nostri diritti come esseri umani liberi. Questo è per il governo degli Stati Uniti. Dovevate aspettarvi la nostra reazione.
Nella giornata di 12 gennaio 2012 Anonymous ha colpito alcuni portali che hanno a che fare con il governo italiano. Il sito principale preso di mira dagli hacktivisti in questione è stato il portale “italia.gov.it”. I pirati del web sono infatti riusciti a mandare offline il sito. Un attacco che è quindi “riuscito” nel suo intento, ossia quello di sovraccaricare i server del portale per “bloccare” temporaneamente l’accesso a tale spazio internet.
“Nell’azione compiuta – riporta PianetaTech – non sarebbero state però effettuate violazioni di contenuti o furti di dati sensibili eventualmente presenti nel portale target dell’attacco“.
L’operazione “dimostrativa” è stata preceduta poco prima da un apposito comunicato. Stando a quanto trapelato, l’azione compiuta ieri rientrerebbe all’interno del programma denominato “Operation Italy”, il quale già in passato aveva dato vita ad altre “operazioni” simili da parte degli hactivisti.
All’attenzione dei cittadini del mondo:
A distanza di quasi un anno dall’ultimo attacco contro il Governo, siamo tornati. Demos crazia veniva chiamata nella lontana Grecia.
Siamo vissuti nella convinzione di vivere in una democrazia e che in quanto cittadini fosse nostro diritto e dovere cooperare per renderla migliore. Perchè LIBERTA’ è Partecipazione. Il nuovo governo si è presentato con l’aspetto frigido di chi non avendo mai praticato la politica dovrebbe risultare esente dalle tentazioni che noi italiani ben conosciamo. Sventolando parole a lungo agognate quali equità, giustizia sociale e rigore. Ebbene di queste non s’è ancora vista l’ombra, escluso il contegno con cui vi presentate ai media. Sappiate che siete sotto osservazione da più parti, e che non basteranno quattro buoni propositi.
Le banche e gli speculatori hanno causato la crisi finanziaria e ora uomini di queste associazioni a delinquere di stampo finanziario sono stati piazzati a capo dei governi per risolvere il problema da loro stessi generato.
Vogliamo dare un segnale affinchè tutti i buoni propositi e le promesse di equità sociale vengano mantenute e affinchè si restauri la democrazia parlamentare, sostituita attualmente da una gerontocrazia di banchieri.
Media sempre più invasivi ci hanno resi succubi del potere, plagiando le nostre famiglie, rendendoci sempre più spettatori e meno partecipi nella presa di decisioni di interesse pubblico. Anonymous e tutti i cittadini liberi e consapevoli non resteranno a guardare.
Noi siamo Anonymous.
Noi siamo una legione.
Noi non perdoniamo.
Noi non dimentichiamo.
ASPETTATECI!”
Presso il Campus di Chieti dell’Università d’Annunzio, il 1° ottobre si celebrerà la sesta edizione del convegno ICT Security Day 2011. Giunto alla sesta edizione, si presenta come l’evento più atteso dell’anno nel settore della sicurezza informatica. Io purtroppo, per la prima volta, mancherò questo appuntamento che comunque consiglio a chiunque possa partecipare.
Di particolare attualità il tema che dominerà questa edizione: La sicurezza del paese nel terzo millennio: la tutela delle informazioni in un mondo intrinsecamente instabile.
Come ogni anno, l’evento è suddiviso in due parti: prima mattinata è riservata agli interventi dei rappresentanti delle Istituzioni, delle forze dell’ordine e del mondo accademico. Le sessioni pomeridiane, invece, sono riservate a interventi e laboratori tecnici in cui vengono effettuate dimostrazioni pratiche sui rischi derivanti dall’utilizzo dei dispositivi informatici e sulle metodologie difensive per contrastare gli attacchi in Rete. Potete consultare l’evento clickando qui.
Tra i numerosi relatori che interverranno all’evento anche Vincenzo Scotti, sottosegretario agli Affari Esteri e presidente del Link Campus University, l’onorevole Marco Minniti, presidente della Fondazione Icsa (Intelligence Culture and Strategic Analysis), Mario Sechi, direttore responsabile del quotidiano Il Tempo, Domenico Vulpiani, dirigente superiore della Polizia di Stato e Consigliere per la Sicurezza Informatica e per la protezione delle infrastrutture critiche del Ministero degli Interni.
Al termine dell’evento, ai partecipanti sarà rilasciato l’attestato di partecipazione dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara.
“Un ottimo connubio di tecnologia e musica“: ecco come descrivo il Sony United by Passions Unlimited, l’evento a cui ho partecipato ieri sera presso lo Spazio Antologico di Milano.
L’appuntamento, organizzato – ovviamente – dalla Sony, ha offerto a tutti i partecipanti una serata sicuramente diversa dalle altre.
Appena entrati in questo grande spazio, ecco ad accoglierci una parete di televisori, di sicuro e positivo impatto. Tantissimi prodotti in mostra con la possibilità di testarli in prima persona: i nuovi Tablet Sony, i nuovi modelli di cellulari Sony Ericsson, la nuova console portatile PlayStation Vita, i nuovi videogames (Gran Turismo 5, Ratchet & Clank: Tutti per Uno, ICO and Shadow of the Colossus Classics HD, Journey , etc.), i nuovi display Stereo 3D, le nuove fotocamere reflex Alpha 77 e 65.

Sony United 2011... anche io mi svago
Il potersi svagare con tutti questi device, oltre a un grande simulatore di guida 3D e playstation collegate a schermi giganti in 3D, mi hanno davvero divertito, oltre a incuriosirmi maggiormente sull’intero mondo Sony, marchio in cui credo enormemente (non a caso il mio notebook è un Sony Vaio!).
Tanta gente presente all’evento. Oltre a personaggi dello spettacolo e bellissime modelle, anche gli Hooverphonic, gruppo belga che a metà serata ha effettuato un concerto degno di nota. Forse il nome della band potrebbe sfuggirvi, ma sappiate che molti loro brani compaiono spesso in colonne sonore e spot pubblicitari. Piccola curiosità: il 6 aprile di quest’anno gli Hooverphonic hanno raggiunto il disco di platino (20.000 copie vendute) per The Night Before, un risultato mai raggiunto prima da un singolo della band.
A conclusione del concerto, ecco partire il dj-set marchiato Spiller, disc jockey italiano conosciuto soprattutto per la hit Groovejet (If This Ain’t Love), che ha raggiunto le vette delle classifiche di Italia, Regno Unito e Australia. Dopo aver accolto tutti i partecipanti per un ricco buffet e in seguito per le note musicali degli Hooverphonic, l’intero spazio espositivo si è trasformato in discoteca.
Curiosi di vedere cosa è successo? Di seguito un video con alcuni momenti della serata, mentre tante foto potete visionarle clickando qui.
Io vi lascio confessandovi che l’appuntamento Sony è sicuramente da ripetere!
Commenti recenti