L’anno scorso l’evento non mi aveva stupito granchè – devo ammetterlo! – ma quest’anno l’edizione 2012 del Cartoomics di Milano è stata davvero sorprendente per diversi motivi, innanzitutto: le conoscenze.
Non solo ho finalmente incontrato alcuni contatti Facebook (cosplayer e non) che ‘leggevo’ da mesi – e forse anni – ma ho avuto la tanto attesa possibilità di conoscere Edoardo Volpi Kellermann, compositore italiano che, assieme al direttore d’orchestra Alessandro Ferrari, ha dato vita nel 2004 alla Sinfonica Tolkieniana, realtà orchestrale formata principalmente dai migliori ex-allievi del’Accademia delle Arti e dei Mestieri della Scala, con il supporto e la collaborazione di alcuni professori dell’Orchestra della Scala. Pochi minuti per un saluto e una chiacchierata veloce, purtroppo, ma che spero di recuperare quanto prima.
Uno scambio di battute con il disegnatore di Lupo Alberto, Guido Silvestri in arte Silver, mi hanno dato il benvenuto al 19° Salone del Fumetto, Cartoons, Cosplay, Fantasy e Collezionismo che, dal 16 al 18 marzo, ha avuto luogo presso Fieramilanocity.
Alla tradizionale formula si sono aggiunte numerose iniziative interessanti, a partire dalla Cartoomics Week: settimana “fuorisalone” che, dall’11 al 15 marzo, ha invaso Milano con proiezioni e anteprime dedicate al cinema d’animazione e con serate a tema, organizzate in oltre 70 esercizi commerciali (bar, ristoranti, librerie, negozi, etc.) che hanno aderito con feste, menu, cocktail e happy hour a prezzo speciale dedicati al fumetto, oltrechè distribuire i flyer con orari e date di tutti gli appuntamenti e speciali buoni sconto per l’ingresso in fiera.
“Cinquant’anni vissuti Diabolikamente“: quest’anno a Cartoomics il padrone di casa è stato Diabolik che, proprio durante la manifestazione, ha festeggiato i suoi 50 anni. Per l’occasione la casa editrice Astorina ha messo a disposizione le chicche più preziose del suo caveau, esponendo tavole originali, disegni, documenti, gadget e video che ripercorrono la carriera del Re del Terrore. Inoltre sabato 17 è stato il Diabolik Day: un’intera giornata dedicata al compleanno del ladro più famoso di sempre, con interventi di Mario Gomboli, Alfredo Castelli, Giuseppe Palumbo, Silver, Andrea Carlo Cappi e di un nutrito stuolo di disegnatori e sceneggiatori storici e contemporanei della serie.
E poi: la mostra “Fantômas“, un suggestivo percorso tra manifesti cinematografici, edizioni rare e trasposizioni di ogni sorta, alla scoperta del predecessore di Diabolik; “Marilyn Monroe: indagine non autorizzata“, realizzato in collaborazione con il Cerchiogiallo, per omaggiare i 50 anni dalla morte di Marylin Monroe attraverso un inedito percorso a fumetti composto da tavole originali di maestri come Guido Crepax e Hugo Pratt, locandine cinematografiche, gadget e cimeli; “Erotica“, tradizionale mostra dedicata alle splendide eroine del soft anni ’70 come Zora la vampira, di cui si celebra il quarantennale.
Come in ogni evento simile, non sono mancati gli altri veri protagonisti: i Cosplayer! Era dalla mia prima esperienza del Lucca Comics and Games (e dal Games Week 2011) che non ripartecipavo ad un evento simile e – sarò sincero – ogni tanto ci vuole questo ‘svago’.
Il Cartoomics non ha dato spazio solo personaggi tratti da manga e videogames ma anche al più grande raduno italiano di costuming Star Wars. Animatori dell’area fantascienza, infatti, sono stati i membri della 501st Legion Italica Garrison e Rebel Legion Italian Base, i due gruppi internazionali ufficialmente riconosciuti dalla Lucasfilm che con i loro magnifici costumi, perfette riproduzioni di quelli della celebre saga di Star Wars, si sono mossi all’interno di scenografiche riproduzioni di ambienti tipici della Saga. Un’occasione unica per farsi fotografare con i protagonisti della serie, da Darth Vader all’Imperatore, dai robots C-3PO e R2-D2 ai maestri Jedi. Nota di merito al “deserto di Tatooine”, riprodotto e animato dall’Associazione Culturale Tusken Raiders.
Tanti i costumi e tanti i partecipanti alla maschera più bella. La finalissima della Yamato Cosplay Cup Italia 2012 se l’è aggiudicata Alessandro Stante, partecipando alla competizione con il costume Tau Fire Warrior, della serie Warhammer 40000, scelto dalla giuria internazionale della Yamato Cup per il mix di “originalità, precisione, presenza scenica e interpretazione“. Un grande augurio ad Alessandro che a luglio volerà a San Paolo del Brasile per partecipare alla finale mondiale della Yamato Cosplay Cup in rappresentanza dell’Italia.
Seconda classificata – ahimè – la siciliana Samuela Cannata (in foto) con il costume Lady Vashj, della serie World of Warcraft. Un costume perfetto che mi ha lasciato stupito! Sinceramente speravo vincesse lei, per me era il costume più bello dell’intero 19° Cartoomics.
Sabato pomeriggio, presso l’area Agorà, ho avuto modo di partecipare a una interessante e – fantasy – presentazione dei volumi “Leggende, curiosità e misteri del lago di Garda“, di Simona Cremonini, che come riporta il sito “si tratta di un guida turistica che riguarda storia, tradizioni e racconti magici, spaventosi, insoliti, curiosi, misteriosi che interessano o hanno interessato in passato l’area gardesana, facendo intraprendere al lettore un inconsueto giro intorno al lago di Garda, diverso da quelli descritti nelle guide turistiche tradizionali“. Durante la stessa conferenza ho avuto l’infinito piacere di ascoltare tanti pensieri e domande-e-risposta, sempre in ambito fantasy, con gli altri scrittori ospitati, quali Elvio Ravasio, Roberto Fontana e Marta Leandra Mandelli. Loro quattro sono solo alcuni dei tanti artisti che parteciperanno il 23 e il 24 giugno a La Festa delle Fate (a cui – io – non voglio assolutamente mancare!).
L’immancabile giro tra i tanti stand della Fiera mi ha accompagnato fino alla chiusura di questo mio weekend completamente dedicato al mondo dei Manga e della Letteratura Fantasy.
Ho trascorso il pomeriggio tra stand di ogni tipo. C’era chi vendeva armi e chi parrucche, o fumetti, o action figure, ma senza ombra di dubbio lo stand che ho più apprezzato è stato quello dedicato al mondo di Harry Potter e più precisamente al negozio di Olivander, il personaggio che compare nel primo libro – “Harry Potter e la Pietra Filosofale” – nel momento in cui Harry va ad acquistare la sua prima bacchetta magica. Nello stand non solo bacchette, ma anche libri, pozioni e mappe magiche, spade e attestati firmati dalla Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts… tanti oggetti che mi hanno davvero stupito e per un attimo mi sono sentito immerso da quella magia che solo un libro/film può donare.
Tutte le mie foto potete visionarle su Facebook e presto su Flickr.
Dopo la “sala ologrammi” di Peter Bentley, la “user-centered interface” di Don Norman e la “gamification” di Jane McGonical, ieri sera ho dedicato la mia serata alla narrazione “trasmediale” di Jeff Gomez, ospite del primo appuntamento 2012 del Meet the Media Guru (il programma di incontri con i protagonisti internazionali della cultura digitale e dell’innovazione destinato al mondo professionale e al largo pubblico che dal 2005 ha sede a Milano).
Un appuntamento di MtMG per capire come è cambiata la creazione dei contenuti nell’epoca del digital media e come dialogano media tradizionali e nuovi media per potenziare il valore di una storia.
Jeff Gomez è uno tra i massimi esperti internazionali di transmedia storytelling e brand extension: ha sviluppato negli anni una grande esperienza nell’adattare i prodotti d’intrattenimento a differenti media. Appassionato di nuove narrazioni, Gomez ha fatto della transmedialità l’epicentro della sua professione, concentrandosi sullo sviluppo strategico cross-platform dei contenuti, con particolare riferimento al settore del media entertainment.
Presidente e CEO di Starlight Runner Entertainment, esperto di tecnologia applicata alla narrazione, nella sua carriera ha collaborato alla nascita dei mondi fantastici dei Pirati dei Caraibi e Tron (Disney), Halo (Microsoft), Avatar di James Cameron, Transformers della Hasbro, Hot Wheels della Mattel, la Happiness Factory della Coca-Cola.
La Starlight Runner Entertainment è uno studio di animazione e produzione di contenuti digitali leader nella creazione di “fictional worlds”.
L’appuntamento a MtMG è stata l’occasione per ascoltare come nascono oggi le storie e come possono diramarsi attraverso tutte le piattaforme mediali, raggiungendo target diversi e implementando le potenzialità offerte dal digitale.
Ecco il 6° videoblog di Peter Jackson direttamente dal set de Lo Hobbit.
Direttamente dal set di Esgaroth, ovvero Pontelagolungo, il regista parla delle riprese in esterni, un tour che ha percorso l’intera Nuova Zelanda e si è da poco concluso: Pio Pio, il monte Ruapehu, e giù per tutta la Nuova Zelanda, da nord a sud con la prima unità e da sud a nord con la seconda unità, incontrandosi nel mezzo.
Il filmato termina tornando da Peter Jackson, che spiega di aver concluso le riprese in esterni e di essere in procinto di iniziare l’ultima fase, gli ultimi 100 giorni di riprese.
Ecco il video sottotitolato in italiano grazie a HobbitFilm.it e Trailersland.com.
Un weekend decisamente “unico” quello che ho trascorso a Verona partecipando sabato a una conferenza dedicata al fantasy – e a quel grande autore che è Tolkien – e trascorrendo la domenica tra le vie di gran parte della città.
Verona è sempre stata una città che mi ha attratto. Ci passai quando ero ancora un bambino e ovviamente non mi ricordavo nulla di quello che vidi tanti anni or sono.
Quando alcune settimane fa ho saputo che sabato 3 marzo era in programma una conferenza dedicata in gran parte a Tolkien, non ho avuto dubbi: ho deciso di organizzarmi con l’unico scopo di partecipare all’evento e, pernottando una notte, mi sono promesso di visitare anche l’intera città. Con le mie 372 fotografie penso di essere più che soddisfatto di questo weekend. Potete vederle su Facebook e su Flickr.
Organizzata dalla Compagnia degli Argonath (presenti anche su Facebook) presso la Biblioteca Comunale di Grezzana (dieci minuti di macchina da Verona), la conferenza “Alla Scoperta del Fantasy: Tolkien e il suo Capolavoro” ha visto la partecipazione di un discreto pubblico che, appassionato o meno del fantasy, ha deciso di non perdere tale occasione. Relatrice dell’evento: la bellissima e simpaticissima Roberta Tosi, giornalista e critico d’arte nonché presidentessa della Compagnia.
Roberta (ci) ha presentato il genere letterario quale è il Fantasy partendo da questa non tanto semplice domanda “Quando un’artista compone un’opera, essa è frutto della sua libera fantasia o di uno sguardo attento su ciò che lo circonda?” Voi cosa rispondereste?
Anche lo stesso J.R.R. Tolkien ci ha trasmesso una sua interpretazione su cosa può essere il fantasy e la fantasia in generale: “La fantasia è una naturale attività umana, la quale certamente non distrugge e neppure reca offesa alla Ragione, né smussa l’appetito per la verità scientifica, di cui non ottunde la percezione. Al contrario: più acuta e chiara è la ragione, e migliori fantasie produrrà.”
Agli occhi di chi non ancora conosce il mondo tolkieniano questo primo appuntamento (ve ne saranno diversi nei prossimi mesi) è stato sicuramente un’occasione per ‘saperne un pò di più’ oltre ad avere conferme che viaggiare con la mente, tenendo i piedi per terra, è sempre possibile.
La partecipazione di Roberto Fontana, docente e grande appassionato e studioso di tutti gli aspetti delle opere di J.R.R. Tolkien (di cui già ve ne parlai in questo mio articolo) ha concluso quello che si prospetta essere un delizioso evento da ‘rivivere’. Il rilasciare traduzioni in lingua elfica sono sempre stati un gran successo e Roberto non si è mai tirato indietro nel rendere felici bambini e ragazzi che, in queste occasioni, chiedono sempre una firma del proprio nome tradotto nel linguaggio tolkieniano.
Una simpatica cena in pizzeria con gran parte della bella Compagnia ha concluso – invece – la mia giornata. Tornato in albergo mi sono dedicato completamente al relax più completo… dormendo.
Ore 11 di domenica. Check-out all’hotel e preparazione psicologica per la giornata che mi attendeva: “vivermi” Verona.
Seguendo l’ottima guida Visitare Verona in poche ore di Zainoo.com mi sono diretto verso il punto di partenza: piazza Brà, dove ho acquistato la Verona Card.
Con questa tessera si può godere di ingressi gratuiti in chiese, musei e molte altre attrazioni, oltre all’uso gratuito dei mezzi di trasporto pubblici AMT e di vari sconti su numerose ulteriori attrazioni turistiche, ed cco perché ve la consiglio. La Verona Card è acquistabile presso tutti i musei, i monumenti, le chiese così come le tabaccherie del centro cittadino ed è in vendita in due versioni: € 15,00 per 2 giorni, € 20,00 per 5 giorni. A parte l´uso gratuito dei mezzi pubblici di trasporto AMT, la Verona Card dà accesso all’Arena, Torre dei Lamberti, Casa di Giulietta, Tomba di Giulietta & Museo degli Affreschi, Teatro Romano e Museo Archeologico, Museo Lapidario Maffeiano, Museo di Castelvecchio, Museo Civico di Storia Naturale, Basilica di San Zeno, Chiesa di San Lorenzo, Basilica di Santa Anastasia, Complesso del Duomo, Chiesa di San Fermo Maggiore, Museo della Radio d´Epoca. L’ingresso è ridotto a: Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri, Sala Boggian presso il Museo di Castelvecchio, Galleria d´Arte Moderna. (Fonte: Zainoo.com)
Prima tappa: l’Arena di Verona, il terzo anfiteatro romano per grandezza dopo il Colosseo a Roma e l´Anfiteatro a Capua. L’arena è bellissima e nella parte più alta si può dominare l’intera piazza Brà che le è davanti, ma devo essere sincero… ne sono uscito per lo più deluso. Gli interni sono in ristruttuazione, transenne di ferro sparse qua e là, teli che coprivano diverse scale e porte chiuse mi hanno fatto pensare che, forse, vietare totalmente l’ingresso sarebbe stato più ‘piacevole’. Diciamo che – l’Arena – non me la sono degnamente goduta, dovrò riandarci in futuro.
Uscito dall’Arena ho percorso la famosa via dello shopping: Via Mazzini, collegamento principale tra Piazza Brà e Piazza delle Erbe. Tutti i maggiori marchi della moda italiana sono qui presenti ed offrono i loro prodotti.
A fine Via Mazzini ho raggiunto Via Cappello. Vi dice qualcosa? Eh sì, è la via dove si affaccia la Casa di Giulietta.
Ma mentre stavo voltando a destra per raggiungere la Casa, con la coda dell’occhio ho notato una delle più belle piazze che abbia mai visto e centro animato dell’intera città: Piazza delle Erbe. Non ho potuto assolutamente ignorarla.
La Piazza delle Erbe fu la piazza centrale durante l´epoca romana – il forum romanum – dove si svolse la vita politica, economica e sociale di Verona. Circondata da tantissimi e sontuosi edifici (il barocco Palazzo Maffei, la Casa di Mazzanti, Torre del Gardello, etc.) vi si trovano anche numerosi ristoranti e molte bancarelle. Il leone alato davanti al palazzo Maffei, sopra la Colonna di San Marco, fu eretto dai Veneziani ed ebbe lo scopo di simboleggiare il potere di Venezia. Al centro della piazza si trova inoltre la Tribuna, un piccolo baldacchino rialzato, in cui avveniva l´investitura delle cariche. Anche la bella Fontana della Madonna, al cui centro sorge una scultura della Madonna con uno striscione che esalta la bellezza di Verona, costituisce un richiamo visivo. Qui si vede anche la Colonna del Mercato, una bella colonna barocca eretta da Visconti nel 1401, e direttamente accanto ad essa troviamo la scultura di bronzo del poeta veronese Roberto Tiberio Barbarani. Nella parte sud-ovest della piazza, di fronte alla Torre dei Lamberti e al Palazzo del Comune, da cui godrete il miglior panorama di Verona, si trova la Casa dei Mercanti.
Dopo aver passeggiato su ogni punto di Piazza delle Erbe mi sono finalmente diretto per la Casa di Giulietta per ammirare il più famoso balcone del mondo. Nel piccolo cortile interno sono due le cose che ci troviamo davanti: la statua di Giulietta e il balcone che, lateralmente, la sovrasta. Cosa guardare prima? Io mi sono permesso di ignorare per qualche minuto la statua poichè – devo dire la verità – il Balcone mi attirava più di ogni cosa. Mi sono sempre sentito un romanticone e non voglio assolutamente modificare questo mio atteggiamento.
Coppie di ogni età giurano qui eterna fedeltà, in ricordo del romanzo shakespeariano “Romeo e Giulietta“, tutto ciò nonostante i due protagonisti non sono mai realmente esistiti e William Shakespeare non visitò mai in vita sua Verona.
Prima di entrare in Casa ho potuto fotografare più e più volte la Statua di Giulietta (creata da Nereo Constantini) e dedicarle, quindi, tutta l’attenzione che si merita. Si dice che chi “tocca il seno destro della statua sarà fortunato e potrà conquistare il cuore della persona amata“: io l’ho toccato… vediamo cosa succederà. La casa di Giulietta, però, non è soltanto luogo della celebre storia d´amore, ma ha molto altro da offrire. Nelle singole stanze e sale si trovano numerosi pezzi d’esposizione, risalenti al tempo di Romeo e Giulietta e presentano al visitatore una buona immagine della vita nella Verona di allora.
Tappa successiva di questa “immersione” veronese è stata la Torre dei Lamberti che con i suoi 83 metri (e 368 scalini!) sovrasta l’intera città. Ho fotografato a 360° tutto ciò che avevo attorno: la vista a quell’altezza è davvero mozzafiato. Se passate a Verona, la Torre è d’obbligo da visitare!
Percorrendo Piazza dei Signori, in cui ho potuto ammirare la statua di 3 metri dedicata a Dante Alighieri, mi sono diretto verso la mia prossima meta: il Teatro Romano. Salendo le scale lungo le 25 gradinate di pietra della bassa tribuna del Teatro, sono giunto all’ingresso del Museo Archeologico di Verona, che si trova nelle antiche mura della chiesa: all’interno bellissimi mosaici pavimentali, sculture e oggetti di bronzo etruschi e romani, lapidi ed iscrizioni. Attraversando la cappella seguente, ho raggiunto la grande terrazza del Museo per godere di un altro panorama mozzafiato di Verona.
Devo dire la verità: non ho mai ammirato così tanti panorami di una stessa città da così tanti punti di vista.
Uscito dal Teatro Romano un certo languorino mi ha spinto verso il centro-città alla ricerca di qualcosa da sgranocchiare. Percorrendo le vie interne mi sono diretto verso il Duomo di Verona per poi raggiungere nuovamente l’Arena, il mio luogo di riferimento per ogni spostamento.
Purtroppo ogni cosa ha una sua fine. Avevo intenzione di riprendere il treno nel tardo pomeriggio per tornare a Milano e poter visitare tutto il resto della città era impensabile ma, facendo un rapido conto del tempo rimasto, mi sono permesso di allungare la strada di ritorno in modo da raggiungere la Tomba di Giulietta dove, secondo il romanzo di William Shakespeare, Romeo e Giulietta furono sepolti.
Prima di raggiungere la Tomba bisogna percorrere il Museo degli Affreschi che, sin dal 1975, contiene numerosi affreschi del XVI e XVIII secolo provenienti dai palazzi di Verona oltre a sculture ed anfore dei tempi romani. La Tomba si trova sotto le volte dell‘Abbazia San Francesco e vederla “vittima” di scritte fatte con pennarelli e inchiostri vari… mi ha fatto piangere il cuore.
E’ stata una domenica enormemente stancante: quasi 6 ore a piedi, senza nessuna sosta se non per acquistare un panino mangiato camminando. Ma è un’esperienza che rifarei volentieri non solo per Verona ma per qualunque città che mi ospita. Ho saltato solo il Cimitero Monumentale che mi ero proposto di visitare se avessi avuto un’altra oretta, ma grazie alla breve distanza tra Verona e Milano (un’ora e mezza di treno) non avrò problemi a colmare questa lacuna nei prossimi mesi.
Il 6 febbraio si è concluso il Milano FOOD&WINE Festival, il più importante temporary restaurant del mondo.
Organizzato all’interno del MiCo Milano Congressi di FieraMilanoCity, trattasi di un evento interamente dedicato al grande pubblico di appassionati del vino e del cibo di qualità.
Uno spazio degustazione di oltre 1400 mq. dove 100 fra i migliori vignaioli italiani hanno proposto in degustazione i loro vini. Presenti anche 21 tra i migliori chef del mondo che si sono confrontati con l’interpretazione intelligente di grandi materie prime. Ben 300 le etichette proposte ai banchi d’assaggio da 100 produttori selezionati personalmente da Helmuth Köcher, presidente e fondatore del Merano WineFestival, unicamente il top della produzione nazionale, ovvero solamente i vini ai quali le severe commissioni degustazione del festival hanno attribuito punteggi elevati, ammettendoli all’ultima edizione dell’evento svoltosi poco più di un mese fa.
I produttori e i vini presenti a Milano FOOD&WINE Festival sono stati:
- Abruzzo: Cantina Zaccagnini, Fattoria La Valentina, Feudo Antico, Marramiero, Masciarelli, Pasetti, Tenuta Ulisse;
- Alto Adige – Südtirol: Cantina Terlano/Cantina Andriano, Castelfeder, Kettmeir, Ritterhof Cantina, Calabria, Ceraudo Roberto, Librandi Antonio e Nicodemo;
- Campania: Feudi di San Gregorio, Giardini Arimei – F.lli Muratori, Joaquin, Manimurci, Marisa Cuomo, Vigna, Villae in Taurasi, Villa Matilde, Vinosia;
- Emilia Romagna: Botti, Casali Viticultori, La Battagliola, Medici Ermete & Figli;
- Friuli Venezia Giulia: Castelvecchio, Livio Felluga, Livon, Myò – Vigneti di Spessa, Scubla Roberto, Tenuta Tomasella, Torre Rosazza, Villa Job;
- Lazio: Casale del Giglio, Marco Carpineti
- Liguria: Cantine Lunae Bosoni;
- Lombardia: Ca’ del Bosco, Cantina Perla del Garda, Le Marchesine, Podere Bignolino, Monte Rossa, Provenza;
- Marche: Santa Barbara, Rio Maggio;
- Piemonte: Cantine dei Marchesi di Barolo, Damilano, G.D. Vajra, Marco Bianco, Tenute Cisa Asinari dei Marchesi di Gresy, Vajra G.D.;
- Puglia: Agricole Alberto Longo, Amastuola, Cantina Torsello;
- Sicilia: Carlo Pellegrino & C., Firriato, Gulfi;
- Toscana: Agricola Sada, Campo alla Sughera, Cantine Acquaviva, Cantine Leonardo da Vinci, Capannelle, Castello Banfi, Castello di Querceto, Col d’Orcia, Dei, Diadema, Fabrizio Dionisio, Fattoria di Magliano, Il Marroneto, Il Molino di Grace, Leuta, Michele Satta, Petra, Querciabella, Riccardo Baracchi, Rocca delle Macie, Tenimenti Angelini, Tenuta Sette Ponti, Usiglian del Vescovo;
- Trentino: Ferrari F.lli Lunelli;
- Umbria: Arnaldo Caprai, Colle Uncinano, Tenute Alzatura – Cecchi;
- Valle d’Aosta: La Source;
- Veneto: Adami, Allegrini, Bisol Desiderio & Figli, Col del Sas – Spagnol, Col Vetoraz Spumanti, Ferragù, Le Colture, Loredan Gasparini – Venegazzù, Massimago 1.8.8.3., Progettidivini, Secondo Marco, Terre di Leone, Terre di San Rocco, Tommasi Viticoltori, Vineyards V8+, Zardetto Spumanti, Zymè.
All’interno di Milano FOOD&WINE Festival attive ben due cucine, veri laboratori creativi nei quali si sono alterati gli chef, scelti da Paolo Marchi fondatore e curatore di Identità Golose, per la preparazione in diretta di piatti d’autore che il pubblico ha potuto gustare appena pronti. Alla direzione delle cucine una garanzia “tristellata Michelin” Enrico e Roberto Cerea, chef del Da Vittorio di Brusaporto-Bergamo.
Un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati di wine&food che hanno gustato in un unico spazio i vini dei più prestigiosi produttori italiani abbinati a strepitosi piatti d’autore.
Alcuni miei scatti fotografici potete vederli su Flickr e su Facebook.
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