Blogga per Agire: intervista a Mauro Clerici di Terre Des Hommes Italia

Blogga per Agire: intervista a Mauro Clerici di Terre Des Hommes Italia

Dopo l’intervista a Davide Berruti (responsabile progetti di INTERSOS in Giordania), grazie all’iniziativa Blogga per Agire, ecco quella che abbiamo avuto modo di effettuare a Mauro Clerici, responsabile delle attività di “Terre des Hommes” in Libano.

Con Mauro Clerici abbiamo parlato di “Terre des Hommes” (TDH), che lavora in Libano dal 2006, da prima dell’ultima guerra con Israele, con un intervento in favore dei rifugiati palestinesi in campi profughi 40km a sud di Beirut, dove si trovano circa 160mila palestinesi.

Blogga per Agire: intervista a Mauro Clerici di Terre Des Hommes Italia

In questi campi sono state organizzate attività di supporto psicosociale per 500 bambini di età tra i 6 e i 12 anni. Dopo la guerra del 2006 sono stati attivati progetti di risposta all’emergenza nel sud del Llibano, attraverso distribuzioni alimentari e di beni di prima necessità, ricostruzioni, assistenza psicosociale, e pian piano le attività si sono ampliate all’ambito educativo favorendo l’inserimento dei bambini nelle strutture scolastiche e formando il personale scolastico. Continua Mauro: “Dal 2006 ad oggi abbiamo quindi lavorato su protezione all’infanzia, interventi di tipo psicosociale e supporto formativo. Da marzo abbiamo incominciato a lavorare con i rifugiati siriani nella valle della Bekaa, nell’area della cittadina di Arsal con interventi sempre indirizzati ai minori, attraverso supporto psicosociale per il superamento del trauma e sostegno educativo.

Terre des Hommes è arrivata in questa zona a marzo 2012, su indicazione di UNHCR, perché non c’erano altre organizzazioni internazionali attive, nonostante ci fossero già circa 1.500 rifugiati. “Quello che abbiamo notato da subito” – continua Mauro – “era che i bambini non andavano a scuola, vivevano al limite della sostenibilità, si parla di famigli composte da 5/6 persone che vivevano e continuano a vivere in stanze di 20-30 mq, non di più. Quello che abbiamo cercato di fare è di tentare di dare un minino di tranquillità, normalità, nello stile di vita di questi bambini soprattutto nella fascia di età tra i 6 e i 12 anni. Abbiamo attivato delle classi alternative al sistema scolastico tradizionale e utilizzando degli spazi donati dalla municipalità di Arsal che si è sempre dimostrata molto solidale. In generale tutta la popolazione locale è stata sempre accogliente con i rifugiati che sono arrivati, anche grazie ad un legame culturale, linguistico, storico, di sangue che esiste da sempre tra i due popoli. Aabbiamo 300 bambini che beneficiano quotidianamente delle nostre attività di supporto psicosociale e 100 bambini nelle classi scolastiche, ma per questo stiamo ampliando proprio in questi giorni le nostre attività per riuscire presto ad avere tra i 700 e gli 800 bambini nelle nostre classi.

In Siria tutte le materie vengono insegnate in arabo mentre in Libano a partire dalla quarta elementare le materie scientifiche, quindi matematica, geografia e biologia, vengono insegnate in inglese o francese a seconda dell’are geografica. Dove è attiva TDH si usa principalmente il francese. “Quello che abbiamo fatto” – ci dice – “è stato soprattutto di concentrarci sui bambini tra i 6 e i 10/12 anni e dare lezioni di lingua straniera sia inglese che francese, in modo da facilitare l’inserimento nelle classi libanesi all’inizio di quest’anno scolastico. Anche per i ragazzi più grandi, di 12/15 anni, abbiamo attivato delle classi pre scolari, anche se il loro coinvolgimento è stato più difficile. Intervenire sui bambini più grandi è più difficile perché c’è la pretesa che quando vengono inseriti nelle classi delle medie siano ad un livello di conoscenza della lingua straniera tale che siano già in grado di seguire le lezioni delle materie scientifiche.

Sul come vengono selezionati i bambini che possono accedere ai programmi di TDH, Mauro ci descrive come venga data precedenza ai bambini che hanno perso più anni accademici. “Ci sono persone che sono arrivate qui a marzo 2011 e che da allora non hanno più avuto la possibilità di mandare a scuola i propri figli. Ci sono ragazzi che non frequentano la scuola da quasi due anni. Assicurare loro la ripresa delle lezione e la nostra priorità.

Le persona che arrivano ad Arsal provengono quasi per la totalità dall’area di Homs e Hama, piuttosto colpite dalla guerra. “Molti dei bambini che arrivano da noi hanno passato lunghi periodi rinchiusi in casa, senza poter uscire, senza giocare. Hanno vissuto i bombardamenti, hanno visto uccidere persone. (…) Organizziamo attività dirette a sciogliere lo stress, arte, disegno, pittura, mirate ad far uscire le loro paure e dopo un paio di settimane vediamo la trasformazione. I ragazzi iniziano a riapprezzare il gioco, parlano, ridono, i genitori prendono confidenza e incominciano a raccontare le loro storie. Tutto il nucleo famigliare inizia una vera trasformazione. Per noi sono risultati importanti.

Lunedì scorso è andato in onda un approfondimento di SKY con gli operatori umanitari, tra cui lo stesso Mauro Clerici. Lo speciale si intitola “Se il Libano Brucia“.

Così come a Davide, anche a Mauro mando un grosso abbraccio e gli auguro ogni bene per ciò che lui e l’intero staff stanno facendo per coloro che hanno bisogno di aiuto!

Commenti

Lascia un commento

La tua email non sarà pubblicata. I campi obbligatori sono contrassegnati con *