Addio Raimondo… sei stato un personaggio unico!

Raimondo VianelloRaimondo Vianello è morto questa mattina alle 6,50 all’ospedale San Raffaele di Milano, per l’aggravarsi delle sue condizioni fisiche in seguito a una caduta. Se ne va uno degli ultimi volti della grande tv dell’Italia del boom, animatore con la sua ironia di infiniti sketch, culminati negli ultimi anni dopo il passaggio a Mediaset con la serie “Casa Vianello” nella collaudatissima coppia con la moglie Sandra Mondaini, con la quale era sposato dal 1962. Indimenticabili restano i loro varietà televisivi alla Rai (“Tante scuse“, “Di nuovo tante scuse“) e prima ancora, le irresistibili scenette a fianco di Ugo Tognazzi. Indimenticabile anche la sua passione per lo sport, il calcio in particolare, con la conduzione allegra e spensierata di “Pressing“. Vianello avrebbe compiuto 88 anni il 7 maggio.

Negli anni ’50 dopo il teatro di rivista con Garinei e Giovannini, passa al cinema, come caratterista, ma il grande successo arriverà in televisione con Ugo Tognazzi nel programma “Un due tre”. Nel 1962 sposa Sandra Mondaini, con la quale condividerà un sodalizio artistico che durerà cinquant’anni. Vianello si confermerà così uno dei volti più amati dal pubblico italiano negli anni ’70 con una serie di varietà Rai molto seguiti dal pubblico. L’approdo a Mediaset inaugurerà una nuova stagione di successi che culminerà con la sit-com “Casa Vianello”, sempre in coppia con la Mondaini. Nel 1998, a 76 anni, esordisce come presentatore del Festival di Sanremo. Nella sua lunga e carriera l’attore è comparso in più di cinquanta film di genere comico, mettendo sempre la firma della sua cifra stilistica, grande ironia e affettuosa signorilità.

Raimondo Vianello, uno dei grandi protagonisti della commedia all’italiana, era nato a Roma il 7 maggio 1922. Cresciuto a Spalato, in Dalmazia, dove si era trasferito il padre, un ammiraglio nella Marina militare, si arruola come bersagliere nei reparti della Repubblica sociale italiana e viene rinchiuso dagli Alleati nel campo di concentramento di Coltano insieme al poeta statunitense Ezra Pound e ad altri giovani destinati a una grande carriera nel mondo del cinema come Walter Chiari, Enrico Maria Salerno e Luciano Salce.

Con Raimondo Vianello “scompare uno dei pionieri della televisione italiana, un professionista raffinato, elegante e mai volgare“. Lo dice il presidente della Rai, Paolo Garimberti. “Un artista, un vero gentiluomo, che ha contribuito a rendere più lieve e gradevole il servizio pubblico fin dai suoi albori negli anni ’50 e a fidelizzare con la sua comicità e il suo sorriso milioni di telespettatori. La sua versatilità professionale, la sua passione per la battuta, la sua capacità di scherzare con tutti e su tutto e la sua incredibile autoironia mancherà alla televisione italiana tutta e – conclude Garimberti – al mondo del calcio, sport per cui aveva un amore straordinario“.

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