Addio anche a Sandra…

E anche Sandra non c’è più… Sinceramente penso che, se c’è qualcosa “dopo”, troverà maggior conforto sapere che lo dividerà con Raimondo!

Lo aveva detto monsignor Faccendini, celebrando il funerale di Raimondo Vianello: “E’ innaturale pensarli separati“. Sandra Mondaini non ce l’ha fatta a superare un dolore che l’ha consumata. Non voleva più vivere senza Raimondo, neanche l’affetto di Raymond e Gianmarco, gli amatissimi figli adottivi, era riuscito a consolare Sandrina, l’altra metà di Raimondo: insieme per cinquant’anni. Un amore grande come quello di Giorgio Amendola e la moglie Germaine, scomparsa poche ore dopo il marito, stroncata dal dolore. Sandra se n’è andata cinque mesi dopo Raimondo. Malata da tempo, da dieci giorni era ricoverata al San Raffaele di Milano.

Sandra Mondaini non è stata l’ombra di Vianello, è stata tutta la vita al suo fianco, allegra, rumorosa, divertente; in genere, nelle coppie, uno è musone e l’altro ironico. In questo caso no, si erano davvero incontrati. Se telefonavi a casa loro e rispondeva lui, non risparmiava la battuta: “Vuole parlare con Sandra? Ah, meno male“. Lui doveva tornare a vedere la tv “perché – come spiegava lei – c’è sempre una partita da qualche parte, non immagina quante ne mandino in onda. Che barba“.

Si erano incontrati nel 1958, lei soubrette di Macario; nel 1962, davanti a una cotoletta, a cena insieme a Gino Bramieri, lui aveva fatto la più irrituale richiesta di matrimonio, al punto che lei era rimasta muta: “Non avevo capito se parlava seriamente: scherzava sempre“. Quella volta il giovanotto ironico, che sembrava un lord inglese e aveva appeso al muro la laurea in Giurisprudenza per fare il comico, aveva fatto sul serio. “Sono stata gelosa, certo – spiegava lei – ce n’erano tante più belle di me, ma alla fine eccoci qua. Oggi dove vuole che vada?“. Già.

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