Tratto da PrimaDaNoi.it:
L’AQUILA. A otto mesi dal terremoto agli occhi degli italiani sembra che a L’Aquila sia ritornata la piena normalità. A soffrire di queste bugie sono soprattutto gli studenti che stanno compiendo sforzi enormi per continuare a studiare in una città che non è più e non sarà mai come prima.
«Si è detto molte volte che anche l’Università è ripartita a pieno regime», raccontano i ragazzi «quando al contrario gli studenti aquilani (fuori sede e non) si trovano ad affrontare quotidianamente notevoli disagi».
Dal problema dei trasporti alla carenza dei posti letto e ai prezzi esorbitanti dei pochi disponibili, alla «scarsissima qualità del servizio mensa, per non parlare della mancata riattivazione di sale studio e biblioteche indispensabili per noi studenti».
Di particolare rilevanza è la situazione che riguarda i 211 studenti beneficiari di posto letto presso la residenza universitaria “Guglielmo Reiss Romoli”. Questi ragazzi hanno ottenuto l’ingresso nella struttura tramite un regolare bando di concorso pubblico, a cui è seguita un altrettanto regolare graduatoria basata sul reddito Isee.
«Nel momento in cui siamo stati invitati tramite telegramma o e-mail a sottoscrivere il contratto», raccontano gli studenti, «previa versamento di un’onerosa cauzione (450 euro per il posto in camera doppia e 600 euro per quello in singola), siamo venuti a conoscenza di spiacevoli sorprese riguardanti il regolamento interno alla residenza non presente nel bando di concorso pubblicato sul sito dell’Azienda per il Diritto allo Studio Universitario de L’Aquila».
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