Ho usato lo stesso titolo impostato da Rudy Bandiera per il semplice fatto che descrive alla perfezione questa storia (tratta da MediaBlog.Corriere.it) che ora vi riporto qui di seguito:
Voglio raccontarvi una storia vera che può aiutarci a capire meglio di tante teorie come è cambiato il modo di comunicare nella nostra società.
Il fatto si svolge a New York nel maggio 2006. Ivanna, una giovane signora, perde il suo cellulare sul sedile posteriore di un taxi. La poveretta si sente perduta: nella memoria del telefono ci sono tutti i suoi contatti e alcuni documenti di lavoro.
Ivanna fa quello che probabilmente tutti noi avremmo fatto nella stessa situazione: invia un sms al proprio numero offrendo una ricompensa a chi le riporterà il cellulare. Ma purtroppo non riceve alcuna risposta. Così, due giorni dopo, decide di comprare un nuovo cellulare di ultima generazione al prezzo di 300 dollari.
Fortunatamente, la compagnia telefonica di Ivanna ha conservato una copia delle informazioni nei suoi server così può trasferire quasi tutti i documenti e i contatti di Ivanna sul nuovo telefono. Così, tra le vecchie informazioni, Ivanna scopre che una ragazza nel Queen ha inviato con il suo vecchio cellulare alcune sue foto a un gruppo di amici.
Tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha designato il 25 novembre come la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne e ha invitato i governi, le organizzazioni internationali e le ONG ad organizzare attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica in quel giorno.
L’Assemblea Generale dell’ONU ha ufficializzato una data che fu scelta da un gruppo di donne attiviste, riunitesi nell’Incontro Femminista Latinoamericano e dei Caraibi, tenutosi a Bogotà (Colombia) nel 1981. Questa data fu scelta in ricordo del brutale assassinio del 1960 delle tre sorelle Mirabal, considerate esempio di donne rivoluzionarie per l’impegno con cui tentarono di contrastare il regime di Rafael Leónidas Trujillo (1930-1961), il dittatore che tenne la Repubblica Dominicana nell’arretratezza e nel caos per oltre 30 anni.
Il 25 Novembre 1960 le sorelle Mirabal, mentre si recavano a far visita ai loro mariti in prigione, furono bloccate sulla strada da agenti del Servizio Militare di Intelligenza. Condotte in un luogo nascosto nelle vicinanze furono torturate, massacrate a colpi e strangolate, per poi essere gettate in un precipizio, a bordo della loro auto, per simulare un incidente. L’assassinio delle sorelle Mirabal è ricordato come uno dei più truci della storia dominicana.
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