Le cronache delle settimane passate hanno mostrato, come abbiamo avuto più volte modo di ricordare, quanto il terribile Terremoto del 6 aprile abbia potuto segnare drammaticamente una straordinaria e bellissima zona del nostro Abruzzo.
Superato il difficile e sconvolgente momento della più immediata emergenza, si sta programmando, con l’augurio che possa essere completata in tempi brevissimi, la ricostruzione delle zone colpite e la soluzione dei gravissimi problemi che le popolazioni aquilane e delle aree limitrofe dovranno affrontare e superare.
Tante attività economiche compromesse dovranno ripartire e svilupparsi ulteriormente, anche rispetto al recente passato.
Per questo, tutte le Istituzioni, le Associazioni, le Organizzazioni interessate dovranno assicurare sostegno e impegno concreti, secondo i mezzi di cui ognuno potrà disporre.
Anche il nostro Parco, in tutte le sue componenti territoriali e amministrative, sociali, culturali ed economiche dovrà fare la sua parte, proseguendo in quell’impegno encomiabile già dimostrato nell’emergenza.
In tutti questi giorni “La Comunicazione” si è giustamente soffermata sugli aspetti più sconvolgenti e devastanti del Terremoto.
L’opinione pubblica, però, date anche le caratteristiche della stessa comunicazione moderna, non ha purtroppo potuto capire e inquadrare, con esattezza e in modo compiuto, le zone effettivamente colpite, pensando a torto che l’intero Abruzzo sia in qualche modo diventato “impraticabile”.
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