Nel mio vecchio blog avevo iniziato a pubblicare testi e video musicali di canzoni che semplicemente… mi piacciono (e non sono poche!).
Oggi ho intenzione di cambiare questo “modo di fare”… nel senso che, da appassionato di Fantasy come sono, mi dedicherò alla pubblicazione di bellissime song che hanno segnato i film di questo genere.
Inizio con Into the West, scritta da Fran Walsh, Howard Shore e il membro degli Eurythmics Annie Lennox, ed eseguita dalla stessa Lennox nei titoli di coda del film Il Signore degli Anelli: Il Ritorno del Re.
La canzone era stata concepita come un amaro lamento in lingua elfica cantato da Galadriel per quelli che sono salpati attraverso il Grande Mare. Diverse espressioni della canzone sono state prese dall’ultimo capitolo de Il Ritorno del Re.
Into The West ha vinto alla 76esima edizione degli Academy Awards l’Oscar per la migliore canzone, uno degli undici Oscar vinti dal film.
Di seguito il testo (con traduzione) e il live di Annie Lennox dopo aver ricevuto l’Oscar.
Annie Lennox – Into The West
Lay down,
your sweet and weary head.
Night is falling.
You have come to journey’s end.
Sleep now, and dream
of the ones who came before.
They are calling,
from across a distant shore.
Why do you weep?
What are these tears upon your face?
Soon you will see.
All of your fears will pass away.
Safe in my arms,
you’re only sleeping.
What can you see,
on the horizon?
Why do the white gulls call?
Across the sea,
a pale moon rises.
The ships have come,
to carry you home.
And all will turn,
to silver glass.
A light on the water.
All souls pass.
Hope fades,
Into the world of night.
Through shadows falling,
Out of memory and time.
Don’t say,
We have come now to the end.
White shores are calling.
You and I will meet again.
And you’ll be here in my arms,
Just sleeping.
What can you see,
on the horizon?
Why do the white gulls call?
Across the sea,
a pale moon rises.
The ships have come,
to carry you home.
And all will turn,
to silver glass.
A light on the water.
Grey ships pass
Into the west.
Annie Lennox – Verso Ovest
Posa
Il tuo dolce capo affaticato
La notte sta calando
Sei giunto alla fine del viaggio
Dormi ora
E sogna quelli che vennero prima
Ti stanno chiamando
Dalla riva lontana
Perché piangi?
Cosa sono queste lacrime sul tuo viso?
Presto vedrai
Che tutte le tue paure passeranno
Al sicuro tra le mie braccia
Dormirai solamente.
Cosa riesci a vedere
All’orizzonte?
Perché i bianchi gabbiani chiamano?
Sul mare
Sorge una pallida luna
Le navi sono giunte per riportarti a casa
E tutto si trasformerà
In vetro argentato
Una luce sull’acqua
Tutte le anime vanno
La speranza svanisce
Nel mondo della notte.
Nelle tenebre che stanno scendendo
Fuori dalla memoria e dal tempo
Non dire: “Siamo giunti alla fine”
Le bianche coste stanno chiamando
Io e te ci incontreremo di nuovo
E sarai qui tra le mie braccia
E dormirai solamente
Cosa riesci a vedere
All’orizzonte?
Perché i bianchi gabbiani chiamano?
Sul mare
Sorge una pallida luna
Le navi sono giunte per riportarti a casa
E tutto si trasformerà
In vetro argentato
Una luce sull’acqua
Navi grigie vanno
Verso Ovest.
Tratto da Voglio Scendere:
DJV – Associazione dei Giornalisti Tedeschi
Comunicato stampa
24 febbraio 2009
Premio a Marco Travaglio
L’associazione della stampa tedesca attribuisce al giornalista e scrittore italiano Marco Travaglio il premio di quest’anno per la libertà di stampa; questa la decisione dei sette membri della giuria dell’associazione.
“Onoriamo in Marco Travaglio un collega coraggioso e attento, che si impegna contro tutti gli ostacoli per difendere la libertà di stampa in Italia” così Michael Konken, presidente dell’associazione della stampa tedesca, motiva la decisione.
Travaglio denuncia continuamente e pubblicamente i tentativi dei politici italiani, e soprattutto di Silvio Berlusconi, di influenzare i media a loro piacimento impedendo un’informazione indipendente. La sua critica ha anche lo scopo di incoraggiare i colleghi italiani a non autocensurarsi.
Konken ha inoltre aggiunto: “Il premio dell’associazione dei giornalisti tedeschi per la libertà di stampa é un riconoscimento appropriato per Marco Travaglio. Esso dovrebbe incoraggiare i giornalisti in Italia perché esercitino la loro funzione di critica e non si facciano intimidire…”
Entro due anni arriverà a saturazione il numero dei quattro miliardi di indirizzi Internet attualmente disponibili e non sarà possibile crearne di nuovi se non si passerà alla nuova piattaforma Ipv6. E’ quanto ha detto oggi Roberto Gaetano, vice presidente del Cda dell’ICANN al seminario su “Internet del futuro“, promosso a Roma dalla Fondazione Ugo Bordoni.
In vigore dal 1981, l’attuale protocollo degli indirizzi delle reti di Internet, l’Ipv4, consente di gestire fino a quattro miliardi di indirizzi di terminali, soglia – peraltro teorica – che secondo gli esperti sarà raggiunta entro un paio d’anni.
Secondo Roberto Gaetano “l’Ipv6 porrebbe rimedio ai problemi dell’Ipv4, legati alla funzionalità di un protocollo ormai vecchio. Il fatto che l’autoconfigurazione e la sicurezza siano parte del nuovo protocollo – ha detto il vice presidente del cda dell’ICANN – permetterà inoltre di fornire soluzioni standard, senza il bisogno di inventare altre procedure“.
“La strada è difficile – ha sottolineato Nigel Titley, presidente del consiglio direttivo del RIPE NCC, organismo europeo preposto alla gestione dei domini europei di Internet -, perché l’Ipv6 risolve problemi ma non produce nuove entrate per gli Isp. Ecco perché stenta a decollare. Passare all’Ipv6 è però necessario, per evitare di arrivare ad una situazione in cui ci si muove spinti dalla necessità“.
Promotori del passaggio all’Ipv6 dovrebbero essere tutti i soggetti legati ad Internet, dagli utenti finali ai service provider, ai governi.
Tratto da FaceBook:
I progetti del governo cinese di introdurre il giorno della fuga del Dalai Lama e della cosiddetta liberazione del Tibet sono a dir poco scandalosi. Chi festeggia il 10 marzo si prende gioco degli 86.000 tibetani che 50 anni fa morirono durante la rivolta popolare. Non esiste nessun motivo per festeggiare l’occupazione cinese, vista la sua illegalità. Il 10 marzo 1959 rimarrà una giornata nera nella storia del Tibet e della Cina, che ha provocato tanto dolore e morte per la popolazione tibetana. Le autorità cinesi hanno dichiarato di volere festeggiare con il 10 marzo “la fine della schiavitù nel Tibet“.
I piani della Cina rappresentano un nuovo affronto al popolo tibetano e al suo capo religioso il Dalai Lama. Il Governo cinese non poteva segnalare in maniera più precisa che non è interessato ad avere un dialogo con il Dalai Lama e con i Tibetani. La protesta di migliaia di Tibetani nel 2008 ha mostrato, che il conflitto nel Tibet è ancora una questione aperta.
La memoria dell’insurrezione popolare è ancora viva nello spirito dei Tibetani. Dopo l’invasione da parte delle truppe cinesi in Tibet nel 1950 è cresciuta la resistenza contro la politica di occupazione cinese. La rivolta popolare esplose poi nel 1959, perché il popolo tibetano temeva che i cinesi volessero rapire il Dalai Lama. Il 10 marzo 1959 300.000 Tibetani si riunirono attorno alla residenza del Dalai Lama per proteggerlo. Il 12. marzo 5000 donne tibetane marciarono nella capitale tibetana chiedendo un Tibet per i Tibetani e furono erette barricate per le strade. Dal 15 marzo le truppe cinesi attaccarono pesantemente nei dintorni di Lhasa. Il Dalai Lama fuggì il 17 marzo travestito da soldato verso l’India. Dal 19 marzo la popolazione tibetana fronteggiò le truppe cinesi per 2 giorni. Migliaia di donne e uomini tibetani persero la vita nei combattimenti di Lhasa. Monasteri di notevole pregio architettonico vennero colpiti dall’artiglieria cinese, migliaia di monaci furono rapiti e costretti ai lavori forzati o furono uccisi subito.
A ROMA SI TERRA’ UNA GRANDE MANIFESTAZIONE A FAVORE DEL TIBET IL GIORNO 10 MARZO 2009.
Ore 15.30 – 18.00 : Sit in davanti alla piazza montecitorio, Musica e Preghiera dei monaci tibetani;
Ore 18. 30 – 20.00 : La fiaccolata silenziosa dalla piazza Montecitorio alla piazza Colosseo.
Chi non partecipa direttamente a Roma può organizzare un semplice evento nella sua città come un sit-in, un volantinaggio…
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