11 settembre: 9 anni fa l’attacco all’America

11 settembre 2001. Nove anni fa il mondo si è fermato davanti al più grande attacco terroristico che ha colpito l’occidente. Quella mattina 19 affiliati all’organizzazione al-Qa’ida hanno dirottato quattro voli dell’American Airlines e della United Airlines. Due sul World Trade Center di New York, causando poco dopo il collasso di entrambi i grattacieli, il terzo aereo di linea contro il Pentagono e il quarto aereo, diretto contro il Campidoglio o la Casa Bianca a Washingto, si è schiantato in un campo vicino Shanksville, nella Contea di Somerset, Pennsylvania.

2974 le vittime.

Al nono anniversario della tragedia le accese polemiche sulla possibile realizzazione di una moschea vicino al luogo in cui vennero distrutte le Torri Gemelle e il piano di una chiesa della Florida di bruciare il Corano, hanno rischiato di oscurare il ricordo delle vittime.

Dopo nove anni di imbarazzanti ritardi, il Ground Zero non sembra più un cratere ma un vero e proprio cantiere in attività. La struttura dei primi 36 piani della Torre One del World Trade Center è stata costruita e il famoso memoriale 11/9 aprirà il prossimo anno.

La nazione si è fermata, come sempre, per ricordare i momenti in cui gli aerei dirottati si schiantarono contro le Torri Gemelle, il Pentagono e contro un campo in Pennsylvania, ma quest’anno per le famiglie delle vittime del Ground Zero non sarà facile ricordarle in pace.


TG1 edizione straordinaria – 11 settembre 2001

Ground Zero non è più un buco nero. Non è più la ferita di oltre 10 ettari nella zona sud di Manhattan, dove prima degli attacchi dell’11 Settembre sorgevano le Torri Gemelle abbattute dagli aerei dirottati dai terroristi di al Qaeda, provocando circa 3mila morti.

A nove anni esatti dagli attentati che hanno cambiato il corso della storia, mentre infuria la polemica sull’opportunità di costruire ad un isolato di distanza da Ground Zero un centro culturale islamico con una moschea e un centro di preghiera ecumenico, i primi nuovi grattacieli iniziano ad emergere decisi sul sito del dramma, anche se non fanno ancora parte appieno dello skyline della Grande Mela.

La struttura centrale dell’One Wtc, destinato a diventare con i suoi 1776 piedi (540 metri), il grattacielo più alto di New York e di tutti gli Stati Uniti, ha già raggiunto i 40 piani su un totale di 106.

L’ex Liberty Tower (questo era il primo nome del Wtc 1) è uno dei quattro futuri grattacieli del sito che ospitava le Torri Gemelle, e la sua inaugurazione è in calendario nel 2013. Tracciando una diagonale attraverso il quadrilatero formato da Ground Zero, il cui costo di ricostruzione è stimato in oltre 11 miliardi di dollari, si giunge all’altro grattacielo in costruzione, il Four Wtc, all’angolo di Liberty e Church Street.

Al centro del sito, grosso modo dove svettavano le Torri Gemelle, sono quasi ultimate le due Memorial Pools, i due specchi d’acqua commemorativi. Manca invece l’originale struttura messa a punto dall’architetto spagnolo Santiago Calatrava per la nuova stazione della metropolitana, i cui lavori sono in corso nel sottosuolo.

Ci sono voluti quasi nove anni per cambiare la fisionomia di Ground Zero, teatro questa mattina, come gli anni passati, di una lunga cerimonia del ricordo, con i nomi delle vittime scanditi per ore al microfono, trasmessa in diretta televisiva.

Da giovedì sera, come tutti gli anni, la notte viene illuminata da due fasci paralleli di luce celeste, che proiettano tra le nuvole il ricordo e l’immagine delle Torri Gemelle.

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